Claudia Cardinale: «Le feste in Sardegna insieme a Ringo Starr»
Una lunga intervista alla grande attrice uscita nel 2019 sulla Nuova Sardegna
Pubblichiamo un’intervista a Claudia Cardinale uscita sulla Nuova Sardegna il 30 maggio 2019
Fare un elenco preciso dei suoi film è una missione quasi impossibile. Anche perché è una lista in continuo aggiornamento. Claudia Cardinale, 81 anni compiuti ad aprile, è sempre sul set. In Italia, Francia, attualmente in Svizzera. L’attrice italiana più famosa al mondo, una carriera paragonabile solo a quella di Sophia Loren, è un simbolo del grande cinema, quello dei grandi autori e delle grandi star. Tanto che due anni fa, in occasione del 70esimo anniversario, il festival di Cannes scelse proprio una sua immagine per celebrare l’importante ricorrenza. Il nome di Claudia Cardinale è legato a capolavori del cinema, poche attrici possono vantare un percorso come il suo: “I soliti ignoti” di Monicelli, “La ragazza con la valigia” di Zurlini, “8 ½” di Fellini, “Il gattopardo” di Visconti, “La pantera rosa” con Peter Sellers, “La ragazza di Bube” di Comencini, “C’era una volta il West” di Leone. Ma fare una scelta è davvero difficile, visto che la sua lunga carriera inizia nel 1958 a Tunisi, città in cui è nata, al fianco di Omar Sharif.
Signora Cardinale, è bastato un primo piano in un cortometraggio per farla scoprire dal grande cinema. Che ricordi ha di quella ragazzina che si affacciava sul grande schermo?
«È stato un caso. All’epoca non pensavo assolutamente che il cinema sarebbe diventato la mia vita. Era stato mio padre ad accettare la richiesta. Io ero timida e sfuggente. Avevo quasi tentato di evitarlo. Il regista mi aveva vista all’uscita della scuola. Cercava ragazze arabe. Nel film dovevo essere velata come tutte le altre ma un colpo di vento ha alzato il mio velo».
L’arrivo in Italia con Monicelli, e poi Germi, Zampa, Loy, Visconti, Leone: negli anni Sessanta è l’attrice più richiesta del cinema italiano, e non solo. Quando si è resa conto di avercela fatta?
«La mia natura mi porta a non pensare mai di essere “arrivata” da qualche parte. Penso però che ci sia voluto un po’ di tempo per rendermene conto. Sentivo l’interesse che suscitavo certo, e anche l’intenzione di Franco Cristaldi (il produttore cinematografico che poi sarebbe diventato suo marito, ndr) di puntare su di me. Con “La ragazza con la valigia” Mauro Bolognini mi ha offerto il primo ruolo da protagonista. Da lì in poi non mi sono più fermata. A un certo punto, quando mi giravo a guardare, mi rendevo conto di avere fatto tanto».
Nei “Soliti ignoti” interpreta la sorella di Ferribotte. Che ricordo ha di Tiberio Murgia, attore sardo quasi sempre costretto a fare il siciliano?
«Era uno dei miei primi film. Ero abbastanza intimidita. Parlavo poco l’italiano ed ero molto riservata. Ho dei bellissimi ricordi di Tiberio come di tutti. Mi mettevano a mio agio».
Ha lavorato con tutti i più i grandi, diventando a tutti gli effetti una delle grandi del cinema internazionale: qual è stato il regista più “difficile” e quello con cui invece si è instaurato il rapporto migliore?
«Sicuramente Luchino Visconti aveva un’esigenza fuori dal normale. Richiedeva molto ai suoi attori e ogni nostra collaborazione era una vera messa alla prova. Con lui ho avuto la fortuna di avere un vero rapporto di dolcezza, amichevole appena si usciva dal set. Devo dire che ho avuto molta fortuna perché ho sempre avuto rapporti sereni con i registi. Sicuramente un rapporto al tempo stesso difficile e di grande intensità l’ho avuto con Pasquale Squitieri. Essendo il mio compagno mi chiedeva tutto. “Claretta” ad esempio, ma anche “Atto di dolore”, sono stati set molto intensi per me».
E gli attori prediletti con cui ha diviso il set?
«Penso a Jacques Perrin con cui ho trovato una grande intesa. Ma il compagno con cui mi sono divertita di più è stato Jean-Paul Belmondo. Facevamo di tutto. Eravamo due birichini».
Nel 1971 lei e Brigitte Bardot siete due “Pistolere” per Christian-Jacque. C’era rivalità tra lei e la mitica B.B?
«Per il pubblico c’era rivalità, per noi no. Bardot era la mia idola. Aveva qualche anno più di me. Sul set ci siamo subito trovate bene e abbiamo sfatato la nostra rivalità “apparente”. In realtà, a parte il gioco delle nostre iniziali, non c’era tra noi nessuna sfida. Eravamo così diverse».
Il suo nome è legato a tantissimi capolavori del cinema: quali sono i suoi preferiti?
«“8 ½”, “Il gattopardo” e “C’era una volta il West” sono sicuramente i film per i quali la gente più mi ricorda. Per quanto mi riguarda, “La ragazza con la valigia” e “La viaccia” sono i film ai quali tengo di più».
Da Karin Proia ad Antonio Pisu: negli ultimi anni si è affidata a registi esordienti. Un caso o una scelta?
«Un caso che è diventato una scelta quando mi sono accorta di poter aiutare i giovani a fare i loro i loro film. Poi mi piace l’energia dei giovani registi. È un mondo che nasce».
C’è nel cinema una nuova Claudia Cardinale?
«Non lo so. I tempi sono diversi».
Negli anni Sessanta il mondo del cinema scoprì la Sardegna, anche lei prese casa a Porto Rotondo. Com’era la Costa Smeralda dell’epoca?
«Bella come sempre. Magica anche complicata...».
Qualche anno fa Marta Marzotto raccontò alla Nuova Sardegna di una mitica serata allo Sporting di Porto Rotondo con Paul McCartney e Ringo Starr che suonavano il piano e lei che ballava insieme a Shirley Bassey, Helmut Berger, Monica Vitti e Florinda Bolkan.
«Ah si? Bello! Sì ci siamo divertiti!»
È più tornata in Sardegna negli ultimi tempi?
«Non vengo da molto tempo, purtroppo».
Nel 2002 lei si schierò alle presidenziali francesi contro l’avanzata dell’estrema destra di Le Pen. Cosa pensa degli exploit di Marine Le Pen in Francia e Matteo Salvini in Italia?
«Ne sono triste e molto preoccupata. Figlia di italiani immigrati in Tunisia sento il dovere di difendere la dignità di chi necessita accoglienza».
Quali sono i suoi progetti cinematografici?
«Sto girando un telefilm in Svizzera di Anne Deluz con Suzanne Clément, l’attrice di Xavier Dolan. Poi ho appena finito il film “L’île du pardon” del regista tunisino Rihda Behi. E sono in attesa vari progetti cinematografici. Inoltre, dal 28 giugno al 9 luglio ci sarà con Sotheby’s un’asta on line della mia collezione privata di vestiti. Un ritorno sulla mia vita tramite i miei abiti».
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