La Nuova Sardegna

L’iniziativa

Apre al pubblico lo studio di Alberto Ponis: bozzetti e progetti delle ville di Costa Paradiso

di Paolo Ardovino
Apre al pubblico lo studio di Alberto Ponis: bozzetti e progetti delle ville di Costa Paradiso

Una giornata in ricordo dell’architetto genovese nella sua casa: realizzò centinaia di abitazioni nella costa nord da Trinità alla Maddalena

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Per ammirare le sue opere bisogna mettersi in auto e attraversare da un lato all’altro la costa nord della Sardegna. Sono oltre duecento le ville che portano la firma di Alberto Ponis, architetto genovese che ha dato forma ai paesaggi misti tra natura e presenza dell’uomo tra Trinità d’Agultu e La Maddalena. Spicca la perla di Costa Paradiso, lì dove l’architettura si unisce ai colori mediterranei. Per ammirare le sue opere prima della nascita vera e propria, e quindi i disegni, i bozzetti, i progetti nero su bianco su carta, domani apre al pubblico il suo grande archivio. Si aprono le porte della Casa studio Alberto Ponis a Palau in via Demartis 11, dalle 11 alle 17.

Un evento unico che ricorda l’architetto nel giorno della sua nascita, e a quasi un anno esatto dalla sua morte, a 91 anni. L’apertura straordinaria offrirà «l’opportunità di scoprire disegni, fotografie, pitture e progetti presentati nello spazio in cui furono ideati e custoditi», spiega Annarita Zalaffi Ponis. Proprio la moglie ha pensato questo evento mesi fa: dare la possibilità al pubblico di osservare il lavoro del marito, uno dei maestri dell’architettura contemporanea. E allo stesso tempo, un modo per tenerne vivo il ricordo. L’iniziativa è stata promossa dalla Soprintendenza archivistica della Sardegna e In/Arch Sardegna, e si accompagna alla presentazione dell’azione di tutela avviata dalla Soprintendenza sull’archivio professionale di Ponis, che è stato dichiarato di interesse culturale nel 2023.

La casa studio di Ponis si mostra nella sua interezza in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2025 dedicate proprio al tema “Architecture: l’arte di costruire”. Il programma di giornata comincia alle 11 con l’inaugurazione della mostra e a seguire un aperitivo. Durante la mattinata interverranno Annarita Zalaffi, Mario Ponis, Marta Ponis Monica Grossi del MiC e Paola Mura in rappresentanza di In/Arch Sardegna, nonché curatrice dell’esposizione. La famiglia e gli organizzatori fanno inoltre sapere che sono previste nel mese di ottobre alcune aperture straordinarie nei fine settimana con visite guidate (per prenotarsi studioponis@gmail.com).

In questi casi si parla di retroscena: sì, nella sua dimensione domestica ma allo stesso tempo lavorativa, Ponis tratteggiava quei rifugi di lusso incastonati nel granito, pensati per convivere con il passaggio del vento a picco sul mare.

Ponis arriva nell’isola, tra le località più a nord, nel 1963, con un gruppo di investitori inglesi. Il patto era rimanere a Palau e dintorni giusto il tempo di progettare qualche opera, invece ci è rimasto tutta la vita. Le sue ville si mimetizzano con le rocce e si sono modellate seguendo la vegetazione. L’idea modernista parte quasi sempre dallo spunto della casa dei pastori (per l’insediamento residenziale “Stazzu Pulcheddu” ha ricevuto il premio In/arch). Poco più di un anno fa la sua città d’origine, Genova, lo ha premiato con una medaglia al merito e gli ha dedicato un’esposizione. Contestualmente, un numero della prestigiosa rivista spagnola di architettura “El Croquis” lo ha messo in copertina. Gli omaggi continuano, con un’occasione preziosa per mettere gli occhi tra scatti e disegni che hanno ispirato le abitazioni e le opere urbane di Costa Paradiso, Trinità, Punta Sardegna, Porto Rafael e La Maddalena.

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