La Nuova Sardegna

L’intervista

Greg: «Autocensura e politically correct: in Italia oggi la satira non sta bene»

di Alessandro Pirina
Greg: «Autocensura e politically correct: in Italia oggi la satira non sta bene»

L’attore nell’isola con la commedia “A Mirror/uno spettacolo falso e non autorizzato” «Tra me e Lillo c’è una chimica unica: mai litigato»

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Siamo abituati a vederlo in coppia con Lillo, ma questa volta Greg, all’anagrafe Claudio Gregori, arriva in Sardegna in altra compagnia. L’attore è infatti protagonista della commedia “A Mirror / uno spettacolo falso e NON autorizzato” di Sam Holcroft insieme a Ninni Bruschetta, Fabrizio Colica, Paola Michelini e Gianluca Musiu, che, sotto le insegne del Cedac, sarà il 7 gennaio a San Gavino, l’8 ad Arzachena, il 9 a Olbia, il 10 a Dorgali, l’11 a Carbonia e il 12 a Oristano.

Greg, Wikipedia scrive: attore, comico, cantante, musicista, conduttore tv, conduttore radiofonico e fumettista. Quale definizione sente più sua?

«Musicista. Perché quelli sono i miei inizi: il primo concerto nel 1978 nella palestra del liceo. E poi la musica è la grande passione. A seguire l’autore».

Vorrebbe aggiungere un’altra definizione?

«Mistico».

Che tipo di spettacolo è?

«Fa parte di quell’ambito che gli anglofoni chiamano “dramedy”, dove sei sempre in perenne bilico tra la commedia e la tragedia, raccontato con quel tono caustico che hanno solo gli inglesi: riescono a rendere in commedia situazioni che poi virano su quello che è il significato vero del testo, e dunque sul tragico. Questo spettacolo è lo specchio vivente della società che viviamo, di un mondo in cui la censura, anche se mascherata, lavora per tarpare le ali all’arte e alla cultura».

È mai stato censurato?

«Sì, è capitato. Talvolta ci è stato proibito di mandare in onda alcune cose, per esempio alle Iene, o anche a “610” per paura di essere male interpretate. Oppure anche adesso, sempre per il motto che non si sputa sul piatto in cui si mangia, viene difficile ironizzare su Sanremo, visto che Rai Radio 2 ne è partner».

Oggi come siamo messi a libertà di espressione?

«Io credo che l’espressione in Italia sia già filtrata in origine. Sia nella letteratura che nello spettacolo credo che da noi non ci sia nulla di così caustico. Non capisco se sia calmierata dall’inizio, forse per una volontà di non produrre qualcosa che possa sconvolgere un assetto che si vuole mantenere quieto, o quanto sia scemata la voglia dei singoli. In America e in Gran Bretagna abbiamo George Carlin, Ricky Gervais, Bill Burr che vanno giù pesante con la loro visione del mondo, in Italia questo non sembra più possibile».

Non si può fare satira politica?

«Io non sono mai stato favorevole alla satira politica. È troppo facile: prendi di mira il politico del momento e ottieni la captatio benevolentiae dei suoi detrattori. Quelli che la pensano come te ti vengono a vedere, gli altri non verranno mai irretiti da quello che dici. È inutile. Tra l’altro, in Italia oggi è anche impossibile farla: il mondo della politica italiana è già una commedia dell’arte con tutte le se maschere. È imparodiabile».

Il suo giudizio sul politically correct?

«È un qualcosa più da sepolcri imbiancati. In pratica, puoi pensarla come vuoi ma devi esporla in maniera omologata a quello che dice il pensiero comune. Basta che quello che dici sia coerente con quello che accade».

Cosa è per lei Lillo?

«È tante cose. È la figura che ha fatto sì che si formasse questa ditta, questo sodalizio che ci ha portati alla ribalta. È una coppia che funziona in modo chimico, senza bisogno di forzare. E questa chimica che c’è tra noi fa sì che sia anche la figura con cui mi trovi meglio sul palco. Sappiamo quali sono i nostri tempi di reazione, di comicità: ci prendiamo al volo».

Avete mai litigato?

«Litigato mai, abbiamo sì avuto confronti, anche forti. Ma sempre in modo spontaneo. Anche questa nostra separazione è dovuta a divergenze di mete: lui ama molto il mondo del cinema e della tv, io più quelli teatrale e musicale. In caso contrario, obtorto collo, io avrei dovuto accettare situazioni che non mi piacevano, lui avrebbe dovuto rinunciare a cose che voleva fare».

Quando vi rivedremo insieme?

«Tra noi ci vediamo tutti i giorni in radio. Per il pubblico a marzo al Teatro Olimpico di Roma. Lillo è talmente preso da cinema e tv che non ha il tempo di fare una tournée».

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