La Nuova Sardegna

La strage di Capodanno

Il dolore e il ricordo: per chi si è salvato sarà una vita capovolta

di Clara Gonzales Cortes*
Il dolore e il ricordo: per chi si è salvato sarà una vita capovolta

Il pensiero per chi resta, con la morte nel cuore

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Andare in discoteca per molti di noi è un momento di libertà: musica, amici, risate. Non ci pensiamo mai ai pericoli. È il nostro modo di staccare dalla realtà quotidiana. Parliamoci chiaro: chi di noi, appena entrato, controllerebbe le uscite di sicurezza o gli estintori? Io, sinceramente, mai. La prima cosa che faccio è correre al centro del locale e non preoccuparmi di nulla. Non entro pensando che, purtroppo, oggi quasi nessun posto sia sicuro al 100%. Non penso che ogni volta che esco potrebbe essere l’ultima. E invece è proprio quello che è successo a Crans-Montana, in Svizzera. Ragazzi della nostra età, coetanei o più piccoli, che la notte del 31 dicembre hanno salutato i loro genitori per l’ultima volta. A pensarci, sento un nodo alla gola: non paura costante, ma la consapevolezza che anche un luogo che ci sembra sicuro può diventare pericoloso in un attimo. Non ho mai vissuto nulla di simile. Non so come reagirei: scapperei per salvarmi o cercherei di aiutare qualcun altro? Ai ragazzi che ce l’hanno fatta va tutto il mio rispetto. Non riesco a immaginare come la vostra vita sia capovolta; in questo momento ci vuole più coraggio che mai per andare avanti. Leggere le testimonianze di chi c’era mi ha fatto capire tante cose. D’ora in poi abbraccerò mio padre più forte prima di uscire e dirò sempre alle mie sorelle quanto gli voglio bene. La fortuna, a volte, decide chi torna a casa e chi no, e non possiamo darla per scontata. Forse è questo il punto: non possiamo controllare tutto, prevedere tutto. Possiamo solo essere più consapevoli, rispettare la vita degli altri e vivere ogni momento con responsabilità e affetto. La tragedia di Crans-Montana non deve restare solo una notizia: deve ricordarci quanto la vita sia fragile, quanto la fortuna conti e quanto sia importante dire sempre “ti voglio bene” a chi amiamo.

*Clara frequenta l’Ipsar ad Alghero

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