La Nuova Sardegna

La strage di Capodanno

Davanti al pericolo si scappa, non si filma

di Alexandru Nau *
Davanti al pericolo si scappa, non si filma

La tragedia ci insegna che il rischio non va sottovalutato e che la paura è un sentimento da ascoltare perché ci protegge

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Doveva essere una notte di festa. Musica alta, brindisi, l’illusione di un nuovo inizio. Il Capodanno nella discoteca di Crans-Montana, invece, si è chiuso nel modo peggiore possibile: con morti, feriti e una tragedia che lascia il segno. Un incendio improvviso, favorito dalla presenza di materiali altamente infiammabili, ha trasformato il locale in una trappola. Uscire, per molti, non è stato possibile. Tra fiamme che salivano in pochi secondi e fumo nero che rendeva l’aria irrespirabile, a colpire non è solo la violenza dell’incendio. A colpire è il comportamento umano.

Diverse testimonianze raccontano che alcune persone, invece di cercare subito una via di fuga, hanno preso il telefono per filmare. Un gesto che oggi appare assurdo, ma che racconta molto del tempo in cui viviamo. La paura, quella vera, è stata sottovalutata. Eppure la paura non è un difetto. È un meccanismo di difesa, un allarme naturale. Serve a capire che qualcosa non va, che bisogna muoversi, e in fretta. In quella discoteca, l’idea che “non sia nulla di grave” ha fatto perdere secondi decisivi. In un incendio, pochi istanti possono fare la differenza tra salvarsi e restare intrappolati. Viviamo in una società che trasforma tutto in contenuto. Anche il pericolo. Anche le fiamme. Il bisogno di riprendere, condividere, documentare sembra aver superato l’ascolto dell’istinto. Ma il fuoco non aspetta. Il fumo soffoca, disorienta. Il panico arriva prima di qualsiasi notifica sui social.

La tragedia di Crans-Montana costringe a una riflessione scomoda ma necessaria: il valore della paura. Non qualcosa da reprimere o da ridicolizzare, ma un segnale da prendere sul serio. La paura avverte. Protegge. A volte salva la vita. Ignorarla, invece, può avere conseguenze irreversibili. Ricordare ciò che è accaduto serve a capire che davanti al pericolo non bisogna filmare, ma scappare. Non minimizzare, ma reagire. Perché ci sono situazioni in cui ascoltare la paura è l’unico modo per tornare a casa vivi.

* Alexandru frequenta il Tecnico Deffenu a Olbia

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