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Lutto

Addio a Pino Colizzi, la voce italiana di Jack Nicholson, Robert De Niro e Michael Douglas

Addio a Pino Colizzi, la voce italiana di Jack Nicholson, Robert De Niro e Michael Douglas

Da Superman al Padrino, una carriera tra cinema e grandi set internazionali

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Roma È morto a 88 anni Pino Colizzi, attore, doppiatore e direttore del doppiaggio tra i più autorevoli in Italia. La sua voce ha accompagnato alcuni dei volti più celebri del cinema internazionale, da Michael Douglas a Jack Nicholson, da Richard Dreyfuss a Omar Sharif, fino a Christopher Reeve nei primi tre film di Superman.

Colizzi aveva doppiato anche Robert De Niro ne Il Padrino – Parte II, Martin Sheen in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola e Robert Powell nel Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli. Nel 1973 aveva dato voce a Robin Hood nel classico animato Disney e aveva interpretato numerosi protagonisti del poliziesco all’italiana, tra cui Tomas Milian.

Nato a Roma il 12 novembre 1937, si era poi trasferito con la famiglia in provincia di Cosenza. Le prime esperienze artistiche le aveva maturate a teatro, a Bari, prima del diploma all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma. Nel 1960 Luchino Visconti gli affidò una parte in Uno sguardo dal ponte. Nello stesso anno debuttò in televisione con lo sceneggiato Tom Jones, mentre la grande popolarità arrivò nel 1974 con il ruolo del conte Vronskij in Anna Karenina, diretto da Sandro Bolchi.

Parallelamente alla carriera di attore, sviluppò un percorso di primo piano nel doppiaggio. Fu anche direttore del doppiaggio in tutti i film di Franco Zeffirelli, oltre che in Pulp Fiction di Quentin Tarantino, Matrix, Il paziente inglese e nei film di James Bond con Pierce Brosnan. Nel 1999 Zeffirelli lo volle nel cast di Un tè con Mussolini.

Nel 2010 si ritirò dall’attività di doppiatore, continuando però a lavorare come attore fino al 2015, quando interpretò Alfredo Wiel in Alaska di Claudio Cupellini, con Elio Germano.

Colizzi è stato considerato un punto di riferimento dell’arte del doppiaggio italiano, apprezzato per precisione ed eleganza. Il collega Antonio Viola lo aveva definito «un poeta e un gentiluomo ottocentesco». Con la sua scomparsa, si chiude una stagione importante del doppiaggio italiano.

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