La Nuova Sardegna

Moda

Silvana Armani debutta con “Nuovi orizzonti”: prima collezione donna dopo la morte di Giorgio

Silvana Armani debutta con “Nuovi orizzonti”: prima collezione donna dopo la morte di Giorgio

Alla Milano Fashion Week la prima linea interamente firmata dalla nipote del fondatore: silhouette fluide, toni neutri e leggerezza come cifra stilistica

3 MINUTI DI LETTURA





Milano Con la sfilata intitolata “Nuovi orizzonti” si è chiusa la Milano Fashion Week e si è aperta una nuova fase per la maison fondata da Giorgio Armani. La collezione autunno-inverno è la prima interamente curata da Silvana Armani, nominata direttrice creativa del womenswear dopo la scomparsa del fondatore, avvenuta il 4 settembre 2025.

A suggellare il momento, sulle note finali della passerella in via Borgonuovo, l’inedito di Mina “A costo di morire”, cover di un brano di Fausto Leali che la cantante ha voluto dedicare allo stilista e che dovrebbe essere inserito nel suo prossimo album.

Una donna che disegna per le donne

Il debutto solista di Silvana Armani, classe 1955, nipote dello stilista, è stato seguito anche da ospiti internazionali come Andie MacDowell. Dopo oltre quarant’anni trascorsi accanto allo zio, la nuova direttrice creativa ha presentato una visione fedele ai codici della casa ma segnata da un cambio di prospettiva.

Fin dalla prima uscita — completi pantalone grigi con giacche prive di revers e linee morbide — si è colta una sensibilità diversa. La collezione propone volumi fluidi e avvolgenti, silhouette morbide ma definite, con capi privati di imbottiture e costruzioni rigide. Flanelle, cachemire, crêpe e velluti definiscono giacche alleggerite, cappotti lunghi dagli orli arrotondati, blouson che seguono il corpo, pantaloni ampi fino a terra e pullover che lasciano intravedere le camicie.

La palette ruota attorno ai grigi, al salvia e al blu, illuminati dal bianco. Per la sera emerge il bordeaux, declinato in tuniche e pantaloni arricchiti da increspature e ricami ispirati a paesaggi montani.

«Togliere il superfluo»

La sfida, per una casa di moda così identificata con il suo fondatore, era comprendere quali elementi preservare e come aggiornarli senza tradirne l’identità.

«Una donna che veste le donne pensa alla praticità, ma sempre con eleganza», ha spiegato Silvana Armani al termine dello show. «Disegno ciò che indosserei io: ho scelto cappotti lunghi perché li amo. Non ho inserito gioielli, perché sono orpelli inutili. È stato naturale».

L’obiettivo dichiarato è la leggerezza, eliminare ogni eccesso. Una proposta pensata per una “donna normale”, come l’ha definita la stilista, a cui si rivolge questa prima collezione solista.

Un percorso iniziato in passerella

Silvana Armani ha iniziato la carriera come modella, sfilando per Walter Albini e Krizia, per poi entrare nell’azienda nel 1980. All’interno del gruppo ha ricoperto ruoli crescenti fino a diventare responsabile dell’Ufficio Stile Donna e punto di riferimento per le linee womenswear, da Emporio Armani ad Armani Privé.

Il rapporto con lo zio si è consolidato nel tempo, anche grazie alla guida di Sergio Galeotti. In azienda ha iniziato da incarichi operativi, arrivando a firmare la prima collezione di costumi da bagno e lavorando quotidianamente al fianco del fondatore.

Un impero ancora indipendente

Guidare Armani significa assumere la responsabilità di un marchio che nel 2025 supera i 2 miliardi di euro di fatturato annuo, con oltre 500 boutique monomarca e circa 8.000 dipendenti nel mondo. Fondata nel 1975, la maison ha mantenuto nel tempo un controllo diretto, estendendo il brand dalle linee di alta gamma a Emporio Armani e Armani Exchange, fino ai settori beauty, hotel, interior design e ristorazione.

Giorgio Armani è rimasto fino alla fine unico proprietario dell’azienda, evitando l’ingresso di investitori esterni. Per preservarne l’autonomia è stata istituita nel 2016 la Fondazione Giorgio Armani, con il compito di garantire continuità e coerenza anche dopo la sua scomparsa.

Ora a Silvana Armani spetta il compito di custodire e rinnovare un’eredità che ha segnato la storia del Made in Italy.

Primo Piano
Attacco all’Iran

Guerra in Medio Oriente, la sconvolgente testimonianza di un fisioterapista sardo in Qatar: «Qui il cielo è un inferno»

di Mauro Tedde
Le nostre iniziative