«Stasera mi trasformo in un cane»: l’ultima folle moda nei parchi di mezzo mondo – Ecco come funziona
Dai forum online ai raduni con maschere e code. E c’è anche il capo branco.
Le prime apparizioni risalgono agli anni Novanta, nei forum online, ma ora il fenomeno dei “therian” è esploso sui social network e nelle città dell’America Latina si assiste anche ai loro raduni pubblici. I “therian” sono persone, soprattutto giovani, che si identificano con gli animali come cani, gatti, volpi sia sotto il profilo psicologico che spirituale. Per questo, indossano code, maschere e imitano comportamenti animali nei parchi. Un fenomeno così vasto in certi Paesi, che è andato incontro a divieti istituzionali, curiosità e polemiche, entrando al centro del dibattito pubblico.
Gli “animali” al parco di Buenos Aires
A guidare la tendenza è l’Argentina, dove su piattaforme come TikTok, l’hashtag #therian ha superato i 2 milioni di post. Ma il fenomeno sta uscendo dai social per riversarsi nei parchi. In quelli di Buenos Aires non è difficile vedere ragazzi correre a quattro zampe indossando maschere, mentre altri si arrampicano sugli alberi. Molti di loro affermano di identificarsi mentalmente o spiritualmente con gli animali, mentre altri dicono di farlo per divertimento e per fa parte di una comunità.
Secondo gli psicologi, nella maggior parte dei casi, tutto resta su un piano simbolico. Il fenomeno diventa preoccupante se si trasforma in una convinzione radicata e la persona assume completamente il ruolo di animale, con il rischio di autolesionismo o di fare del male ad altri.
Aguara – il nome che ha scelto un quindicenne – si identifica in un Pastore Belga Malinois e dice di avere due anni e due mesi in anni canini. «Mi sveglio come una persona normale e vivo la mia vita come una persona normale», ha detto. «Semplicemente ho dei momenti in cui mi piace essere un cane». Aguara vanta oltre 125mila follower su TikTok e organizza incontri regolari nella capitale argentina. È una sorta di capo branco.
Aru, una ragazza di 16 anni, al parco indossava una maschera da foca e ha detto di far parte di un ramo preciso dei therian, quello delle persone che indossano maschere e code o si muovono a quattro zampe solo per divertimento. «Non si tratta necessariamente di identificarsi in un animale». Secondo lei, la tendenza ha preso piede in Argentina grazie all’ambiente «abbastanza libero» del Paese. Per altri giovani argentini, il movimento rappresenta una comunità in cui si sentono davvero accettati.
«Non è un gioco»
Il movimento ha preso piede anche in Messico. Jesús Antonio, 25 anni, racconta a Cnn Latinoamérica di identificarsi in un Barboncino francese: «Credo che sia più facile trovare affetto come un’altra specie che come umano. Mi sento felice, essere “therian” è la cosa più bella che mi sia capitata — mi sentivo l’unico, ma dopo questa popolarità sono molto contento. Non facciamo male a nessuno, consiglio di essere aperti».
Verónica Rose Salinas, 28 anni, afferma di essere therian da 19 anni e di identificarsi con un cane Akita inu. «Mi piace comportarmi come una cagnolina e nei momenti in cui posso camminare a quattro zampe – spiega – siamo adulti funzionali, i nostri cinque minuti “therian” non fanno male a nessuno e non feriscono nessuno».
I divieti in Honduras e Guatemala
Almeno otto città tra Honduras e Guatemala hanno vietato formalmente le riunioni pubbliche dei “therian”. La reazione delle amministrazioni locali è arrivata dopo la diffusione online di inviti a radunarsi negli spazi pubblici.
In Honduras, il sindaco di Choluteca, Eber Aplicano, ha dichiarato: «È severamente vietato l'uso degli spazi pubblici per riunioni che alterino l'ordine, la morale e i buoni costumi».
Sulla stessa linea il magistrato di Olanchito, José López, che ha sottolineato come piazze e aree comuni siano destinate esclusivamente a promuovere «attività familiari, religiose, culturali, sociali e civiche».
Oltre a diverse località honduregne, la stretta ha coinvolto anche i comuni guatemaltechi di San José Pinula, Amatitlán e Huehuetenango. Le autorità hanno ribadito l’impegno a vigilare “sull’ordine e sulla sana convivenza”.
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