La finestra sul giardino: buffet e cultura nel “salotto” sassarese
Da Anna Paola Berlinguer la convivialità diventa un’esperienza conoscitiva
Non è un locale e non è un teatro, anche se di entrambi conserva qualcosa. È una casa privata che, dal 2019, apre le porte alla città trasformando la convivialità in esperienza culturale. Si chiama La Finestra sul Giardino. A immaginarla e crearla è stata Anna Paola Berlinguer, che nel 2019 ha reso la propria abitazione – una casa in campagna a due passi dal centro di Sassari – un salotto culturale contemporaneo. Un luogo dove le arti dialogano e dove la convivialità non è un dettaglio, ma il cuore dell’esperienza. Qui non si entra come clienti, ma come ospiti. Si viene accolti sulla soglia, ci si guarda intorno con curiosità, si respira un’atmosfera intima e insieme vivace.
La serata comincia sempre con una cena a buffet, studiata in dialogo con lo spettacolo in programma. Niente tavoli formali: si mangia in piedi o seduti liberamente, si chiacchiera, ci si presenta. È il momento in cui si crea la prima connessione, quella più autentica. Le conversazioni nascono spontanee, si brinda coi calici, e la casa comincia vivere. Poi si spengono le luci, e prende vita lo spettacolo. Alle spalle degli artisti, una grande libreria liberty fa da scenografia naturale, evocando i salotti culturali di fine Ottocento. Ma è la cucina il filo che unisce tutto.
Ogni evento ha un’identità gastronomica precisa. Per l’omaggio a Monet si sono cercate ricette francesi amate dal pittore; per Tony Esposito, in omaggio a Pino Daniele, la tavola si è vestita di sapori napoletani. Per il blues di Francesco Piu si è guardato alla Louisiana. Nulla è lasciato al caso: «È importante che palco, vino e piatto parlino la stessa lingua», spiega Anna Paola. E sabato 7 marzo quella lingua sarà il toscano. L’ospite è Paolo Hendel: per lui, la cucina si farà racconto parallelo. Crostini toscani misti ad aprire la serata, un anello di pici al ragù come piatto centrale, cantucci con crema allo zabaione a chiudere. In abbinamento, vini toscani capaci di riportare nei calici gli stessi profumi evocati sul palco. Non è solo una cena tematica: è un’immersione, un viaggio sensoriale che comincia nel piatto e prosegue tra parole e ironia.
La cucina è curata direttamente da Anna Paola e dalla sorella Caterina: studio delle ricette, ricerca, preparazione artigianale. Nessun catering esterno, ma mani di casa, sapori autentici, attenzione ai dettagli. Perché questa non è un’attività commerciale: è pura accoglienza, è il desiderio di condividere un sapere e un sapore. Dopo lo spettacolo, con il dolce, anche l’artista si mescola agli ospiti: si parla, si fanno domande, si scattano fotografie. Il confine tra palco e platea si dissolve, come succedeva nei salotti culturali di un tempo, e la serata si allunga. In inverno, la capienza è limitata – fino a 80 persone – ma nei mesi più caldi il grande giardino amplia lo spazio, trasformando la casa in un piccolo mondo sospeso tra natura e arte. In primavera si immaginano anche eventi en plein air, picnic culturali, momenti per le famiglie, perché la cultura possa diventare un’esperienza condivisa a tutte le età.
Alla Finestra sul Giardino il cibo è cultura quanto il teatro e la musica. È strumento di incontro, chiave per creare comunità, collante puro. Per partecipare all’evento di sabato 7 con Paolo Hendel – e ai prossimi appuntamenti – è possibile seguire le pagine social del progetto e prenotare.

.png?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=2537ec4)