Bakery 42 Oristano: mangiare di prima mattina è terapeutico
Un inizio di giornata da gustare con torte e biscotti di una volta, quelli che non si trovano più nei classici bar o pasticcerie, ma che riescono a scaldare il cuore. Dal forno al tavolino delizie che hanno come base la ricetta tramandata dellapasta frolla di nonna Iaia
«La colazione è davvero il pasto più importante della giornata, perché ha la capacità di farla diventare buona o cattiva, a seconda di come va quel primo pasto. Se non ti alzi con il piede giusto poi non lo recuperi, ti trascini tutto il tempo quella cattiva vibrazione. Per questo, volevamo creare un posto dove rifugiarsi per iniziare bene. Non mi immagino in nessun altro luogo, è la missione che mi spinge la mattina ad alzarmi dal letto».
La Bakery 42 di Marianna Pes è molto più di una pasticceria: è un locale dedicato al tempo, come il libro di cui il numero nel nome del locale è una citazione, “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams. Qui è sconsigliato fare iniziare la giornata di fretta, appollaiati al bancone del bar. L’ambiente è pensato principalmente per stare seduti e concedersi un momento di calma. Dal forno escono a ripetizione bontà adatte alla colazione, ma anche a merende e aperitivi. Primo tra tutti, però, quel rituale da compiere ogni mattina: «C’è un aspetto emotivo in tutto quello che mangiamo, e la colazione evoca i momenti e i ricordi della nostra infanzia. La mia missione è coccolare i clienti con i dolci e ogni particolare che metto a sua disposizione, comprese le porcellane dei servizi».
Locale aperto ad agosto del 2025 alle porte del centro storico di Oristano, in via Giovanni XXIII, la professionista è alla sua prima esperienza come imprenditrice. I suoi fratelli Milena e Fabrizio le danno una mano quando c’è bisogno e insieme impastano e uniscono le forze per tramandare un antico sapere di famiglia. «Ogni dolce qui viene fatto secondo il ricettario che ci ha lasciato nostra nonna Lidia, che noi chiamavamo Iaia e da cui ho ereditato anche, forse, l’attitudine a lavorare con il pubblico. Anche lei aveva un bar, quando eravamo piccoli, nel vicino paese di Tramatza» racconta Pes.
Definirla pasticcera è scorretto. «Non ho fatto nessuna scuola e la mia è interamente passione – racconta –. Produco quasi esclusivamente dolci da forno sulla base della frolla di nonna, che ho fatto diventare integralmente vegana per un discorso di inclusività. Volevo offrire alle persone quei dolci che scaldano il cuore ma che non si trovano più nei bar e nelle pasticcerie classiche». Niente lievito madre, ma una tecnica che utilizza una lunga lievitazione naturale come base per la produzione. Largo quindi a un’ampia gamma di biscotti, compresi gli inglesi scones o gli americani cookies, sempre sulla base dell’antica ricetta di casa. Ma anche treccine, sfoglie di ogni foggia e sapore, e le immancabili pizzette per chi ama la colazione salata. Sono però le torte a farla da padrone, colorando vetrine e alzatine: arancia e carota, cioccolato e noci, sbriciolata di mandorle e albicocca.
«La nostra best-seller è la torta vegana al cioccolato, che utilizziamo per una rivisitazione della Sacher che va a ruba, anche da asporto» racconta. Una fetta di delizie da accompagnare in relax con un tè o una tisane, oppure con un cappuccino caldo. «Non mancano mai nemmeno i diversi tipi di latte vegetale – racconta Pes –, dove il più gradito resta quello di mandola, forse per la sua dolcezza e consistenza». Ogni stagione qui ha i suoi sapori, e quest’estate il locale spegnerà la prima candelina: «Stiamo andando incontro al caldo, i dolci protagonisti saranno quelli con crema e frutta: arrivano crostate fresce e gustose, nonché i dolci al cucchiaio».
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