La Nuova Sardegna

San Costantino

L’Ardia di Sedilo incanta oltre 30mila spettatori

di Piero Marongiu
L’Ardia di Sedilo incanta oltre 30mila spettatori

Il sindaco ha firmato un’ordinanza per fare correre i cavalieri senza i caschetti e giubbetti di protezione previsti dal decreto Abodi

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Sedilo Archiviate le incertezze e le polemiche degli ultimi giorni, a vincere, come era facilmente prevedibile, è stato lo spettacolo offerto dall’Ardia, che non ha tradito le attese degli oltre 30mila spettatori presenti negli spazi disposti intorno al sagrato del santuario e nel resto del percorso. Dei caschetti e dei giubbetti previsti dal decreto Abodi, neppure l’ombra. I cavalieri hanno corso come ogni anno, nel rispetto della tradizione e della memoria di San Costantino. Festa doveva essere e festa è stata. Una festa di popolo, quello dei fedeli che onorano Costantino I Imperatore, santo per la chiesa orientale non per quella cattolica romana. Le emozioni si sono susseguite al ritmo della campana che scandiva i vari momenti della corsa e dell’adrenalina dei cavalieri: i veri protagonisti dell’evento.

Alle 19 e qualche minuto, seguito da un centinaio di cavalieri in camicia bianca e dalle due amazzoni, Elena Manca e Giulia Carboni, la prima pandela Danilo Pes, assieme a Matteo Falchi, seconda, e Andrea Mureddu, terza, terzetto protetto da sas Iscortas, hanno offerto un saggio di autentica bravura, coraggio e grande perizia nella gestione dei cavalli. Un’Ardia da incorniciare e scrivere negli annali a futura memoria. Nessuna sbavatura ha turbato l’andamento della corsa, gestita come meglio non si poteva dagli organizzatori, l’associazione Santu Antinu, l’associazione dei Fusileris, e da tutti quelli che hanno collaborato alla sua riuscita. Tutto ha funzionato a dovere, sia sotto l’aspetto della sicurezza coordinata dalla questura di Oristano, sia sotto il profilo sanitario, con il pronto soccorso avanzato presidiato dai medici e dagli infermieri di Aresu e da una cinquantina di soccorritori disposti in ogni zona del percorso. Nessun intervento neppure per i veterinari presenti, che avevano allestito l’ospedale per i cavalli dotato di quattro box.

A scrivere la parola fine sull’Ardia del 6 luglio sono stati le pandelas e i cavalieri, e fine migliore non poteva essere scritta. Quella sulla querelle legata all’uso dei caschetti e dei giubbetti protettivi, imposti dal decreto Abodi, i che i cavalieri avrebbero dovuto indossare, ancora una volta, l’ha scandita il sindaco Salvatore Pes, con la firma apposta ieri mattina sull’ordinanza che ha consentito lo svolgimento della manifestazione. Un’assunzione di responsabilità, da parte del primo cittadino non di poco conto, ma necessaria visto che le modifiche alle norme contenute nel decreto Abodi non sono ancora state apportate a causa dei ritardi della politica. Ma lo spettacolo offerto dai cavalieri ha fatto passare tutto in secondo piano, e alla fine della corsa, quando Danilo Pes e i suoi assistenti sono ripartiti al galoppo da sa Muredda verso il sagrato del Santuario, un applauso liberatorio e di ringraziamento è esploso spontaneo e prolungato, a sottolineare che anche questa volta il voto a San Costantino era stato sciolto. Alle 19.45 l’Ardia a cavallo poteva dirsi conclusa. Questa mattina alle 8 la replica. Ma, come da tradizione, sarà una festa più intima. Dedicata ai sedilesi, anche se, come ogni anno, non mancheranno spettatori provenienti dal resto dell’isola e turisti che in questo mese di luglio caldissimo, sono in vacanza. Ieri mattina, per la gioia di genitori ed educatori, si è svolta l’Ardia de sos pitzinnos, in sella ai loro destrieri fatti di canna. Un altro momento di festa che ha coinvolto tutta la comunità. Ultimo atto dell’edizione 2026 dell’Ardia, il prossimo 19 luglio.

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