Bitter e vermouth della Gallura, i drink di Rocchino tra profumi e colori
Nella sua Spirits Boutique di Olbia il gusto classico di un rito essenziale con un forte legame col passato
«Gusto, bilanciamento, esperienza: le mie tre regole per un aperitivo perfetto. Voglio far bere la Sardegna, il vermouth è il modo migliore per riuscirci». Emilio Rocchino, classe 1982 di Salerno, ha iniziato la sua esperienza nel mondo del beverage all’età di 14 anni. Da vent’anni vive nell’isola e, dopo diverse ricerche e studi sulle piante del territorio - le "botaniche" - ha fondato il brand di distillati, liquori e consulenza Macchia mediterranea. Oggi si trova da Spirits Boutique, il suo cocktail bar in piazza Matteotti a Olbia dove porta avanti la propria visione, ormai controtendenza, di aperitivo. «I miei drink nascono da un profumo, un colore, o un dolce visto in pasticceria. Sono minimalista, le persone ormai acquistano un’esperienza». Racconto e percorso esperenziale vincono sempre per Rocchino, ma non deve mancare la qualità. Il titolare di Spirits Boutique punta su idee e prodotti autentici che possano sprigionare gusto attraverso l’interazione fra ingredienti. Una cosa è certa, l’aperitivo si deve bere prima che mangiare.
«Io intendo l’aperitivo nella sua forma essenziale, una bevanda che prepara lo stomaco a ricevere cibo. Ormai si parla di apericena, ma chi sceglie Spirits Boutique trova qualcosa di diverso». L’imprenditore salernitano si è avvicinato al settore dopo alcune esperienze da barman fra Milano e Porto Rotondo, nel momento in cui vengono riscoperti i vermouth artigianali. Considerato dallo stesso Rocchino «l’aperitivo per antonomasia», il vermouth era originariamente composto da vino dolcificato con il miele, aromatizzato con timo, rosmarino e mirto. Anche se non sembra, è invece strettamente connesso all'isola. Il vermouth nasce in Piemonte sotto il regno sardo-piemontese, e prevedeva il moscato sardo come vino base. Ecco perché, una volta trasferitosi in Sardegna, Rocchino inizia a vederla come un «giardino botanico a cielo aperto» e inizia i suoi studi sul gin. «Avevo visto un ginepro diverso dal comune, chiamato Coccolone. Più marroncino, salmastro e sapido. Da questo ginepro nasce il mio gin e dopo quell’esperienza il mio vermouth». Macchia mediterranea nasce grazie all’incontro con il proprietario della distilleria Quaglia, Carlo Quaglia. Dopo un periodo di ricerca e studio, il primo prodotto Macchia compare nel 2016. Nel 2017 apre Spirits Boutique, punto di servizio e vendita principale del brand.
«Unisco ricette tradizionali con prodotti territoriali. Con erbe, spezie e radici ricordo e faccio sentire la Sardegna». Fra identità e gusto, Macchia conta un’ampia collezione di vermouth, gin, amari, liquori, oltre a bitter e vodka. Al tradizionale bitter rosso e l’amaro, si aggiungono i caratteristici gin Selvaggio e il liquore alla pompia, con i vermouth rosso al mirto, bianco maestrale e dry marino. In produzione anche un bitter al pane carasau (con il brand sardo Malidea), in prospettiva invece una vodka sempre al carasau.
«Consiglierei ai lettori, specialmente a chi si trova in Gallura, uno spritz legato al passato. Magari un vermouth allungato con vino frizzante gallurese, spumantizzato. Oppure il bitter rosso Macchia con l'aggiunta di cedrata o soda al pompelmo rosa, visto che sull’isola si è sempre bevuta una grossa quantità di Campari soda. Come aperitivo classico penso a un americano, un Negroni, oppure un mio aperitivo stile Aperol. Vermouth, bitter e gin sono lontani si, ma li definisco galluresi perché gli ingredienti si trovano qui, ci appartengono».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

