La Nuova Sardegna

Sanremo 2026, Michele Bravi: "Porto il cinema sul palco dell'Ariston"

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Roma, 7 feb. (Adnkronos) - "Tornare a Sanremo per me è un modo per scardinare la mia figura artistica. Questa è la terza volta, la prima volta era una ballata cantautorale, stavolta il percorso parte dal sistema teatrale e narrativo nel costruire il brano. C’è un approccio molto cinematografico, e la scrittura armonica e lirica del brano segue questa visione. Poterlo presentare dal vivo mi dà modo di raggiungere questo scopo". Michele Bravi torna per la terza volta sul palco dell'Ariston, con un brano, 'Prima o poi', che "per me è l'apertura di un progetto. Fa da testa d'ariete per ciò che seguirà", spiega. Il percorso verso Sanremo 2026 è nato quando l'artista ha iniziato a far sentire il pezzo ad amici e familiari: "Vedevo che c'era qualcosa diverso rispetto agli altri brani del disco che mi stupiva nella loro reazione", spiega. "Mia madre nella chat di famiglia mi ha detto 'finalmente una bella canzone'. Ed ecco che ho detto 'è questa'". Bravi rivela subito una collaborazione che riguarda il videoclip del pezzo sanremese: "Sono riuscito a convincere a buttarsi nella sua prima regia Ilenia Pastorelli, che ha scritto e diretto una sua interpretazione della canzone moto forte e personale. Sono molto contento del risultato e del fatto che lei si sia fidata". La visione della Pastorelli "era più convincente della mia, più forte, più originale", spiega Bravi. Che dopo il videoclip ha cambiato "il modo di cantarlo, perché c'erano delle cose che non avevo colto e Ilenia mi ha fatto capire". Non è improbabile che l'attrice romana sarà a Sanremo a sostenere l'artista. "Spero di riuscire a portarla", dice. Al festival, l'artista sarà accompagnato dall'arrangiatore di nomi come Celine Dion e David Foster, Alterisio Paoletti. "L'orchestra quest'anno per me non è solo un tappeto musicale ma si creerà un dialogo con la mia voce", dice. Perché la canzone è "armonicamente molto complessa, questa apertura nel minore che non ti aspetti". Salire sul palco per lui è un'esperienza autentica: "Io parlo di goffaggine là sopra. Non riesco ad andare lì e sentirmi fighissimo", ammette con la consueta sincerità. "La vita è 'storta', è tutto un po' più 'rotto' rispetto a come ce lo raccontiamo e lo vediamo nei film", sorride. C'è spazio per alcune riflessioni sul clamore suscitato dalla partecipazione di Ghali alla cerimonia delle Olimpiadi Milano - Cortina. "Ghali viene chiamato lì come artista, a rappresentare il suo sistema valoriale, la sua creatività. E' una voce, là sopra rappresenta il suo pensiero, quindi in che senso si parla 'dissenso'? Diamo per scontato che tutto il resto rappresenti il pensiero opposto? Trovo assurdo che ci autoimponiamo la regola che chi dice come la pensa stia dissentendo, chi dice come la pensa sta solo parlando", scandisce Michele."Io quando canto, in maniera anche incosciente, racconto quello che penso -aggiunge l'artista umbro- E' vero che c'è un sistema politico, sociale, per cui rispetto alle grandi manifestazioni si tende a fare una narrativa che rappresenta la maggioranza politica. Però è anche vero che Ghali c'era", scandisce. E sulla polemica relativa alla partecipazione all'Eurovision, con alcuni artisti che hanno dichiarato di non volervi partecipare qualora vincessero a causa della presenza di Israele, Michele osserva: "E' una polemica che mi riservo di valutare. Ho un'idea molto nitida di quanto sta succedendo in Palestina, da una parte capisco la motivazione di chi non lo farebbe, ma dall'altra mi chiedo: una competizione musicale è giusto che escluda un rappresentante, dando quindi un giudizio morale e politico su di lui? Mi riservo di cambiare idea, ma per adesso sarei contrario a un'esclusione". Dall'amicizia con Fiorella Mannoia ("l'anno scorso non mi scelsero per Sanremo, c'ero rimasto male perchè era un brano dedicato ai miei nonni, e sono scappato da lei in Brasile", racconta), è nata l'idea del duetto con lei nella serata cover, in un omaggio ad Ornella Vanoni con 'Domani è un altro giorno'. "Volevo stare con una persona a me 'vicina', che stimo, non mi importa se non è troppo originale, sarà un bel momento", dice. Sanremo una rinascita? "Sono contrario a queste definizioni, la vita è in divenire, non è tutto così schematico", dice Michele Bravi. Che è già proiettato al futuro: "Un film dopo Sanremo a cui tengo molto e un disco. Ancora non l'ho consegnato, ma ho promesso che potrebbe arrivare prima dell'estate".
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