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“Cosima” di Grazia Deledda: il potere della scrittura nell’adolescenza

di Andrea Cherchi*
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 La scrittura può fungere da valvola di sfogo per la nostra fantasia e creatività, diventando una potente forma di terapia che aiuta a superare blocchi e paure

26 gennaio 2024
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“Cosima”, un romanzo autobiografico di Grazia Deledda, fu pubblicato postumo nel 1936, pochi mesi dopo la scomparsa dell’autrice. Nata a Nuoro nel 1871 e vincitrice del premio Nobel per la letteratura nel 1926, Deledda parla della sua infanzia narrando la nascita della sua passione per la lettura e la scrittura dopo la perdita della sorella Enza. Questa passione, condivisa con le sorelle minori Pina e Coletta, la spinse a inviare una novella d’amore al direttore di un giornale all’età di 14 anni. La pubblicazione del racconto destò una “esecrazione unanime e implacabile”, poiché le avventure narrate e il fatto che una donna scrivesse erano considerati inconcepibili in una piccola città di provincia di quegli anni. Attraverso la sua abilità nel dipingere vivide ambientazioni nei racconti, Grazia Deledda riesce a creare un’atmosfera coinvolgente. La sua prosa approfondisce le emozioni complesse dei personaggi, esplorando le relazioni umane e dipingendo ritratti psicologici minuziosi. La narrazione è arricchita dall’utilizzo di simboli e allegorie legati alla natura, alla religione e alle tradizioni. Con la descrizione di Cosima ci accorgiamo subito dell’importante dualismo tra i suoi denti selvaggi e i bellissimi capelli neri, riflesso anche nel suo carattere, che fonde intelligenza e ingenuità. Questa è una tecnica molto comune nei testi della scrittrice sarda, dove dettagli paesaggistici si mescolano ad allegorie profonde, e l’analisi psicologica si unisce alla creazione di personaggi autentici. Questo dualismo, si intreccia con la malinconia, l’inquietudine e con un senso di pace interiore nello scorrere lento del tempo.

Condivido l’opinione di Grazia Deledda sull’importanza della formazione, della scrittura e della cultura come risorse fondamentali dalla giovinezza in poi. Questi elementi insegnano a vivere e agire nelle diverse situazioni, a reagire ai momenti difficili come fece Cosima dopo la morte di Enza, e a relazionarci e confrontarci con la società. In particolare, la scrittura può fungere da valvola di sfogo per la nostra fantasia e creatività, diventando una potente forma di terapia che aiuta a superare blocchi e paure. Scrivere terapeuticamente permette di affrontare sentimenti negativi, offrendo una comprensione più profonda di noi stessi e liberando le emozioni.

*Andrea frequenta la VB del Liceo Classico Azuni di Sassari


 

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