La Nuova Sardegna

Michele Lissia il sindaco sardo che ha strappato Pavia alla Lega

di Serena Lullia
Michele Lissia il sindaco sardo che ha strappato Pavia alla Lega

Il 42enne di Calangianus: «Il campo largo funziona, abbiamo gli stessi valori»

11 giugno 2024
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Sassari Il centrosinistra sardo festeggia anche per la vittoria a Pavia. Michele Lissia, 42 anni, nato e cresciuto a Calangianus, conquista la fascia tricolore e strappa le chiavi del Palazzo comunale alla Lega. Il partito del carroccio aveva amministrato negli ultimi cinque anni. Per Lissia una vittoria a valanga. Con il 53% dei consensi. Staccato di 11 punti il candidato del centrodestra Alessandro Cantoni. Per gli agli tre percentuali intorno allo zero virgola. Merito del campo largo e di una campagna elettorale basata sui temi cari ai pavesi. «Non ci aspettavamo un risultato così netto – commenta il neo primo cittadino –. Eravamo molto fiduciosi di fare bene perché ci arrivavano segnali univoci, Pavia era in forte fermento e sentivamo costantemente che una larga parte di cittadini era con noi».

Giuramento di famiglia Ieri pomeriggio, 11 giugno, il giuramento con la famiglia arrivata da Calangianus, mamma e papà, sorelle, cognati. «Calangianus è il paese in cui sono cresciuto e dove mi sono formato, dove sin da piccolo ho imparato la cultura del lavoro – sottolinea Lissia –. Lo porto nel cuore e gli devo molto. I calangianesi sono persone industriose da un lato e laboriose dall’altro».

Sardo pavese Lissia è andato via dal paese della Gallura ai tempi dell’università, quando aveva 18 anni. E nel comune che oggi conta 72mila abitanti ha messo radici. Due lauree, una in Scienze politiche e in Giurisprudenza, due anni all’estero tra Scozia e Germania per un dottorato. Giornalista pubblicista, ha lavorato per il Policlinico di Pavia, per il centro di ricerca della Regione Lombardia, per la Regione Piemonte e ultimamente come direttore operativo di una società che si occupa di trasporti sanitari. La politica gli entra nel sangue già ai tempi dell’università. Iscritto al Partito democratico nel 2013, nel 2014 diventa consigliere comunale di Pavia, poi nel 2016 il salto come capogruppo del Partito democratico in Consiglio. Nel dicembre 2018 Lissia è stato eletto segretario cittadino ed è su di lui che il Pd e tutto il centrosinistra hanno scommesso per riconquistare la città.

Campo largo funziona Lissia ha vinto con un campo larghissimo, otto liste di cui cinque che fanno riferimento ai partiti nazionali Pd, Movimento 5 stelle, Italia Viva, Azione, Alleanza verdi e sinistra e tre civiche. «Un campo largo ma non di facciata – commenta – . Abbiamo lavorato sui temi cari ai pavesi con unità e coesione. Ci ha poi premiato essere partiti per tempo, indicando il candidato sindaco cinque mesi prima del voto, presentando un programma dettagliato costruito sui reali bisogno dei cittadini». Il neo sindaco commenta anche i risultati gemelli del campo largo in Sardegna, da Sassari a Cagliari ad Alghero. «Non serve uno scienziato per capire che funziona, basta guardare i numeri. Sono convinto che il centrosinistra unito possa essere competitivo – aggiunge –. Le divisioni non piacciono agli elettori e tra l’altro tra i vari partiti che compongono il campo largo c’è la condivisione di valori: dalla tutela ambientale a quella del lavoro, alla sanità pubblica passando per i diritti sociali e civili. A volte si creano dei distinguo più personali che di contenuti che fanno solo male».

I primi impegni Il primo cittadino di Pavia è atteso da una fitta rete di impegni da affrontare subito. «Oltre a quelli di tipo istituzionale con la formazione della giunta entro 10 giorni e la convocazione del primo consiglio comunale entro 20 – conclude Lissia – passeremo alla ricognizione delle risorse e dei progetti che ereditiamo. Abbiamo un programma dettagliato e complesso da realizzare che richiede impegno e tempo»


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