La città vuole diventare modello di accoglienza
ALGHERO. «Alghero può e vuole diventare un modello in tema di integrazione e di accoglienza». Parola di Giusy Piccone, consigliere comunale di maggioranza, grande sostenitrice dentro e fuori dall’aula...
ALGHERO. «Alghero può e vuole diventare un modello in tema di integrazione e di accoglienza». Parola di Giusy Piccone, consigliere comunale di maggioranza, grande sostenitrice dentro e fuori dall’aula di via Columbano del progetto grazie al quale la Riviera del corallo si appresta a entrare nella rete dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che mette insieme i Comuni e i territori disposti a sposare il progetto di “seconda accoglienza”, destinata ai richiedenti e ai titolari di protezione internazionale. Non un’assistenza immediata delle persone che arrivano sul territorio italiano, ma uno passo successivo a sostegno dell’integrazione sociale ed economica di rifugiati, titolari di protezione sussidiaria o umanitaria. L’attività, che per altro produrrà nove posti di lavoro, è stata finanziata con fondi comunitari per un totale di quasi mezzo milione di euro: 140mila euro per il 2016 e 318mila per il 2017. «Costruire un sistema in grado di assicurare a chi arriva ad Alghero la necessaria accoglienza materiale, l’opportuna mediazione linguistica e culturale, il doveroso accesso ai servizi per il cittadino, una formazione e una riqualificazione professionale spendibile e un adeguato accompagnamento per il proprio inserimento lavorativo, abitativo e sociale sia un valore aggiunto per la nostra comunità», spiega Giusy Piccone, tra le artefici del protocollo per la multiculturalità sottoscritto lo scorso gennaio dal Comune di Alghero, il Comune di Castelsardo, il Dipartimento di Architettura, l’Università della terza età, la cooperativa sociale “La luna”, che gestisce il centro di accoglienza temporanea “Vel Marì” di Fertilia, la cooperativa “Ecoservice”, che gestisce il centro di accoglienza temporanea “Baia Sunajola” di Lu Bagnu, le scuole primarie e medie di Alghero e l’ente di formazione Cospes. Sul processo di seconda accoglienza hanno scommesso con grande decisione il sindaco Mario Bruno e gli assessori Natacha Lampis e Marisa Castellini. A un anno e mezzo dall’avvio del progetto “Romanì” e dalla chiusura del campo nomadi, l’idea di una città votata all’integrazione e alla multiculturalità fa un altro deciso passo in avanti. (g.m.s.)
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