Alghero, cartelle esattoriali per gli sponsor del rally mondiale

Pubblicità e occupazione suolo pubblico, richiesti i tributi. La Secal presenta il conto: all’appello mancano 10mila euro 

ALGHERO. I grandi eventi che vengono ospitati sulla Riviera del Corallo, come il mondiale di rally in programma a giugno e il Giro di Italia partito proprio da Alghero, sembrano diventati anche un’opportunità per la Secal, la società comunale a cui è attribuito il compito di riscuotere i tributi dell’ente locale. In ballo non c’è solo la riscossione ma anche l’ individuazione delle potenzialità contributive per le casse di Palazzo Civico.
Ed è successo così che la società abbia individuato, nelle passate edizioni della kermesse iridata del rally, le opportunità per elevare pratiche di tributo per l’occupazione del suolo pubblico ma anche, e soprattutto, per la pubblicità.

Sono infatti finite sotto la lente di ingrandimento della Secal le bandiere della Yamaha, della Volkswagen, della Skoda, i ponteggi di una società meccanica, un’azienda di abbigliamento sportivo e tutto il colorato mondo degli sponsor ufficiali che segue il grande evento del mondiale rally. E la raccolta complessiva di questi tributi dovuti al Comune supererebbe i 10mila euro.

La Secal si è limitata a svolgere il proprio compito con senso del dovere e spirito di servizio, procedendo alla notifica degli atti, con tanto di supporto fotografico, alla misurazione degli spazi di suolo pubblico e perfino all’adozione di sanzioni per la mancata comunicazione dell'insediamento e degli interessi di mora per i pagamenti ritardati.

Da qui a chiedersi cosa possa essere accaduto in occasione della partenza del Giro di Italia il passo è breve perché oltre alla straordinarietà sportiva l’evento è anche una gigantesca macchina pubblicitaria che occupa tanto suolo pubblico. Nonostante il suo compito istituzionale fosse quello di procurare e incassare i tributi per il Comune, la società è stata recentemente privata del servizio di riscossione coatta grazie a una delibera di giunta che annuncia l'affidamento, attraverso una gara, a una società esterna. Quello che si dice “esternalizzazione”. Tuttavia la Secal, alla quale il Comune non ha approvato il piano industriale, non aveva sufficienti risorse per affrontare i costi della riscossione coatta.

Tornando al rally mondiale, l’aspetto che incuriosisce è sia stata consentita la caccia a striscioni e bandiere. Probabilmente la collaborazione con l’organizzazione e le innumerevoli prestazioni del Comune a supporto del rally hanno fatto sfuggire il particolare, determinando il malinteso e le inevitabili proteste dei destinatari di cartelle e sanzioni, alcuni dei quali rappresentanti in Italia di società motoristiche di livello mondiale.

È quindi possibile che già da quest'anno questo tipo di imbarazzante situazione venga rimossa partendo dalle origini, anche perché questo tipo di eventi costituisce una salutare boccata d’ossigeno per l'economia locale che sta uscendo da un inverno terribile, definito da molti come il peggiore degli ultimi 25 anni.

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