Alghero, il cane guida allontanato dal liceo: interrogazione di Matteo Salvini

Il liceo Fermi di Alghero

Il caso dello scientifico "Fermi", ribalta nazionale per lo scontro tra vicepreside e centralinista cieco

ALGHERO. Il “caso liceo Fermi” approda in Parlamento. Lo scontro verbale tra il vicepreside Pietro Sanna e il centralinista Franco Santoro, da giorni sui media nazionali, è l’oggetto di un’interrogazione parlamentare del Gruppo Lega Nord, firmata da Anna Cinzia Bonfrisco e da nientemeno che Matteo Salvini.

Riepilogo. Pietro Sanna è vicepreside al liceo scientifico “Enrico Fermi” da diverso tempo. Insegnante di educazione fisica, è nella scuola da 41 anni e dirigente scolastico da oltre venti. Franco Santoro è centralinista nella stessa scuola da quasi trent’anni. È cieco e presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti. Domenica ha scritto al ministro dell’Istruzione, ai vertici del sistema scolastico e ai suoi omologhi regionale e nazionale per denunciare che due giorni prima un ipovedente, presentatosi al liceo per chiedergli una consulenza, era stato cacciato dalla scuola perché il cane guida che lo scortava con la compagna non poteva stare nell’istituto: esigenze sanitarie. Dopo aver esibito il libretto sanitario del cane e le norme che consentono al cane di entrare ovunque, il disabile, la moglie, Santoro e l’animale sono andati in cortile, dove l’utente si è lamentato in lacrime dell’accaduto. Santoro ha epitetato Sanna senza alcuna pietà, sollevando il caso a livello nazionale. Mentre la storia iniziava a fare il giro d’Italia, invadendo media e social e provocando sdegno a ogni livello, Pietro Sanna dava la sua versione, spiegando che i tre e il cane guida erano davanti all’ingresso, e per primo il preside gli ha chiesto di spostarsi per non intralciare il passaggio. Poi il vice, attesa un’altra manciata di minuti, ha reiterato la richiesta e apriti cielo.

Il can can mediatico ha acuito lo scontro. All’inizio, quando circolava solo la versione di Franco Santoro, molti hanno chiesto provvedimenti esemplari per il vicepreside. Poi ad Alghero ha iniziato a maturare la convinzione che sia stato solo l’ultimo, desolante, imbarazzante, umiliante e sconcertante capitolo dello scontro interno al Pd algherese. Scontro interno al partito, ma che di politico non ha proprio niente. Qualsiasi sia la versione dei fatti, chiunque sia stato a dare fuoco alle polveri, per molti l’accaduto è figlio dei gravi dissidi personali scaturiti dalla profonda bisticciata cui hanno assistito i muri di via Mazzini lo scorso autunno, prima e dopo il congresso cittadino. Per farla breve: Santoro era un acceso sostenitore dell’accordo col sindaco Mario Bruno, come il capogruppo in consiglio comunale, Mimmo Pirisi. Pietro Sanna stava dall’altra parte, col segretario cittadino Mario Salis e l’altro consigliere comunale, Enrico Daga. Purtroppo la dialettica interna a un partito, normale, è stata accantonata presto. E via reciprocamente a offese, illazioni, insulti. E addio amicizie lunghissime, come quella tra Pietro Sanna e Franco Santoro. Ovviamente, è impossibile capire dove stia la ragione: probabilmente da nessuna parte.

Santoro e Sanna danno ancora la loro versione dei fatti, arrivando col coltello tra i denti all’appuntamento di domani: il sindaco Bruno li ha invitati a Porta Terra per chiudere tutto tra baci e abbracci. Teme che ci perda l’immagine di Alghero. E mentre all’ingresso della scuola compare la scritta “Insieme a Pietro”, Salvini e la Lega chiedono al governo con quali provvedimenti intenda «garantire i diritti di cittadinanza delle persone disabili» e promuovere nelle scuole «progetti formativi per abbattere quelle barriere culturali che ancora oggi rappresentano il principale ostacolo».

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