«Terapia intensiva apre a breve»

L’annuncio di Mario Bruno e dei consiglieri di opposizione. Ma l’Ats non dà conferme ufficiali

ALGHERO. Secondo l’opposizione, la terapia intensiva è cosa fatta e aprirà prestissimo. In una nota stampa firmata da Mario Bruno, Valdo Di Nolfo, Mimmo Pirisi, Gabriella Esposito, Ornella Piras, Raimondo Cacciotto e Pietro Sartore sarà possibile «grazie allo spirito di abnegazione degli anestesisti e degli infermieri già presenti nel nostro ospedale».

A disposizione si sono messe «venti persone, dieci medici e dieci infermieri a cui va il nostro ringraziamento più grande. Altro personale gradualmente arriverà», affermano con sicurezza i consiglieri di minoranza.

L’apertura della terapia intensiva era stata sollecitata dall’opposizione in consiglio comunale (ma anche dall’ex sindaco Marco Tedde), dopo che è scoppiata l’emergenza coronavirus. Un servizio sanitario che si è rivelato indispensabile nei casi acuti della malattia il cui contagio si è ormai esteso a tutta Italia.

«Di fatto, la terapia intensiva di Alghero, con Ozieri, è già tra gli hub nella rete della protezione civile – afferma l’opposizione –. Si stanno completando gli acquisti, si sta effettuando il trasloco di parte di anestesia nel piano terra del Civile, si stanno individuando tutte le possibili soluzioni logistiche. Si è in attesa solo di respiratori e altri dispositivi che rendano immediatamente operativo il reparto».

Nel comunicato ci sono tutti i dettagli: «Tutto è praticamente pronto. Locali moderni, dotati delle migliori tecnologie, con sei posti letto, uno d’isolamento, con zone filtro per i parenti e gli operatori, un locale per l’accettazione del paziente e uno per la preparazione delle terapie. Tutto nuovo di zecca e all’avanguardia».

«Bene abbiamo fatto, tutti insieme – dicono i consiglieri – a chiedere con forza, anche in queste ore, l’apertura del reparto che – tra l’altro – consentirà ad Alghero di ottenere il Dea di primo livello».

La storia dell’istituzione della terapia intensiva polispecialistica ad Alghero comincia nel lontano 2016. «Nasce con una delibera regionale dell’agosto di quell’anno che stanzia un finanziamento di 1 milione 200mila euro, su proposta dell’assessore Nerina Dirindin – riepilogano i consiglieri – e viene completata solo nel 2017».

I consiglieri ringraziano «medici, gli anestesisti, agli infermieri, gli amministrativi e gli amministratori dell’Ats, perché stanno facendo di tutto perché il reparto sia aperto prestissimo, in linea con le disposizioni ministeriali. E così migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria per tutti».

«So che siamo già nella rete della protezione civile – afferma Mario Bruno –. Anche in questi giorni sono arrivati dispositivi medici e altri ne arriveranno».

Dall’Ats non arriva però conferma ufficiale sulla apertura a breve del reparto che dovrebbe essere di terapia sub intensiva, dedicata cioè a malati che hanno bisogno di sorveglianza continua e accurata, dopo l’uscita dalla rianimazione.

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