Alghero, una “digital farming” dedicata all’olio

Il nuovo progetto dell’Antica compagnia olearia: 60 ettari tra storia e tecnologia

ALGHERO. Un nuovo oliveto, realizzato secondo le più moderne tecniche di gestione agronomica a basso impatto ambientale. È il progetto avviato dall’Antica compagnia olearia sarda, che prevede l’impianto di una coltivazione olivicola con metodo tradizionale, destinata a una durata centenaria.

L’azienda, fra proprietà e affitto, gestisce oltre 186 ettari di oliveti, con oltre 27 mila piante di ulivo, prevalentemente secolari. Nell’ottobre ha acquistato 80 ettari di terreno in località Limbicravinu, al confine con il comune di Olmedo. Terreno che in passato aveva un utilizzo agropastorale e negli anni Settanta ha subìto importanti azioni di miglioramento agrario, con lavori di spietramento e di infrastrutturazione della rete irrigua. L’idea della famiglia Fois è quella di impiantare un nuovo oliveto secondo le più moderne tecniche di gestione agronomica a basso impatto ambientale. L’oliveto si estenderà su circa 60 ettari, salvaguardando la parte boschiva e gli elementi presenti di pregio, come le querce da sughero e i due laghetti che raccolgono le acque di pioggia interne. Inoltre sarà ripristinato il muro a secco di confine con la strada provinciale 19, per lunghi tratti crollato, precario e non più funzionale. Saranno messe a dimora 16.680 piante di olivo e il nuovo oliveto sarà dotato di impianto di irrigazione di tipo sotterraneo a ultra risparmio idrico con tecnologia Netafim, azienda leader mondiale del settore: sarà questo il cuore tecnologico di quella che diventerà una “digital farming”, un’azienda agricola digitale.

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