«Salviamo il bosco autoctono di Punta Giglio»

Wwf, Lipu e Grig in campo per difendere uno dei siti più antichi del Parco e le specie di animali

ALGHERO. Salviamo il bosco abbandonato nella zona di Punta Giglio e massima tutela delle specie animali presenti nella zona: questo quello che in sostanza chiedono Wwf, Lipu e Grig. Le tre associazioni ambientaliste hanno inviato una lettera a Comune, Parco di Porto Conte, carabinieri, forestale e barracelli, dove viene documentata la grave situazione in cui versa l'area pinetata.

«Dal punto di vista della geomorfologia – scrivono Carmelo Spada, Francesco Guillot e Stefano Deliperi – Punta Giglio è un comprensorio calcareo sovrastato da vegetazione spontanea mediterranea. In quest'area, inserita nel Parco regionale di Porto Conte, vi sono anche delle aree pinetate impiantate dall'uomo. In particolare, nella località denominata “Bramassa”, si riscontra, oltre all'area pinetata, il “bosco autoctono”. Il sito costituisce uno dei nuclei di lecceta più antichi del Parco, e senz'altro il più esteso, sebbene si trovi a poca distanza dal mare». I rappresentanti delle tre importanti associazioni, hanno inviato anche un preciso dossier fotografico che documenta le precarie condizioni dell'area pinetata che circoscrive, in parte, il bosco autoctono. Spada, Guillot e Deliperi si dicono fortemente preoccupati anche in termini di prevenzione degli incendi. Una situazione che necessita di urgenti interventi di gestione forestale».

Wwf, Lipu e Grig, in una successiva nota, chiedono la massima tutela delle specie animali di Punta Giglio: «in attesa delle nuove ed ulteriori prescrizioni che verranno impartite dal Servizio valutazioni ambientali della Regione Sardegna, per la tutela della avifauna nidificante sulle falesie di Punta Giglio in relazione ai lavori di ristrutturazione e rifunzionalizzazione dell'ex batteria militare – scrivono Spada, Guillot e Deliperi –, si ritiene che le ulteriori prescrizioni dovranno riguardare non solo i lavori di restauro, al momento sospesi, ma anche la compatibilità in un'area Sic e Zps delle attività che potranno essere esercitate in futuro. In un'area Sic e Zps la priorità, come indicato dalle direttive di tutela europee, spetta obbligatoriamente alle specie animali». Wwf, Lipu e Grig evidenziano che «tutte le specie animali devono essere tutelate ed in particolare quelle che sono inserite nell'allegato 1 della direttiva “Habitat” e “Uccelli” dell'Ue come, ad esempio, berte e falchi pellegrini». (n.n.)



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