Fuoco “prescritto”, l’arma in più

A Surigheddu l’esercitazione internazionale della Forestale nell’ambito del progetto “MedStar”

ALGHERO. Una prova vera sul campo, con gli incendi che già cominciano a mandare segnali e l’impegno quindi deve essere quello di tenere ben alta la guardia. Si è svolta ieri la prima giornata (ne sono previste quattro) nei terreni di “Surigheddu” del progetto europeo di cooperazione transfrontaliera denominato “MedStar” di cui la Regione sarda è capofila e che vede la partecipazione di Liguria, Toscana, Corsica, delle regioni francesi delle Alpi Marittime e Provenza-Alpi-Costa Azzurra. L’obiettivo del progetto è la creazione di una rete transfrontaliera per confrontare strategie e misure per la mitigazione del rischio di incendio nell’area Mediterranea. Presenti un centinaio tra agenti, sottufficiali e ufficiali del Corpo Forestale della Regione. Le operazioni, precedute da una breve seduta formativa, sono cominciate alle 15 con l’innesco delle fiamme e la “conduzione” pilotata del fuoco per la creazione di apposite aree prive di vegetazione (vere e proprie fasce parafuoco) in un’area che più volte ha conosciuto, negli anni passati, incendi di dimensioni rilevanti.

In Sardegna, la direzione e il coordinamento delle operazioni di spegnimento degli incendi boschivi è attribuita al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che nei mesi di marzo e aprile ha organizzato, in modalità a distanza, un corso finalizzato alla formazione della figura specialistica dell’Analista dell’incendio boschivo. Si tratta di una figura ormai diffusa in diverse nazioni, quali Stati Uniti, Spagna, Francia e Portogallo, che assume un ruolo strategico nella lotta agli incendi attraverso l’individuazione delle tattiche e strategie migliori da adottare negli interventi di spegnimento.

Le lezioni sono state tenute da docenti del Cnr di Sassari, del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, dell’Università di Sassari e da docenti di fama internazionale dell’Università di Coimbra (Portogallo) e dell’Università di Lleida (Spagna). Oltre che dal personale direttamente interessato, le lezioni sono state da ospiti, tra cui 10 rappresentanti del Corpo Forestale della Regione Friuli Venezia Giulia e rappresentanti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e 12 unità di personale appartenenti a strutture ministeriali, operative nel settore forestale e di gestione degli incendi, del Libano.

«Il fuoco prescritto è una delle tecniche moderne più interessanti di prevenzione degli incendi boschivi. Si attua con l’applicazione esperta – ha detto il comandante della Forestale Antonio Casula – consapevole ed autorizzata del fuoco su superfici pianificate, adottando precise prescrizioni e procedure. E in tal senso il Corpo Forestale è proiettato a acquisire attraverso la formazione una maggiore consapevolezza della tecnica».

Il direttore dell’Ispettorato Forestale di Sassari Giancarlo Muntoni - che ha organizzato l’intera attività formativa - ha evidenziato che «si tratta di una strategia di intervento che si concretizza, attraverso l’accensione di fuochi controllati, in aree definite, in concomitanza di condizioni climatiche adeguate, allo scopo di eliminare la vegetazione ingombrante e la necromassa che fanno da esca alla possibile insorgenza degli incendi e minacciare così le aree boscate. Si riduce il potenziale distruttivo degli incendi». L’assessore della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis si è congratulato col Corpo Forestale per i progressi raggiunti nella lotta agli incendi boschivi. «In molte parti del mondo da anni il fuoco è utilizzato da personale esperto per limitare la quantità di materiale vegetale infiammabile nel sottobosco, in aree cespugliate aperte, e per rendere le nostre foreste più resistenti agli incendi. Il tutto senza danneggiare il bosco e chi lo abita. Anche il piano regionale antincendi boschivi, che la giunta si appresta ad approvare, riporta la modalità di progettazione, le finalità e le procedure per dare esecuzione al fuoco prescritto».



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