Alghero, nel lungomare Colombo riaffiora un rifugio antiaereo

Abbanoa scava e scopre una struttura della Seconda guerra mondiale

ALGHERO. A 78 anni dalla sua realizzazione, nel centro storico di Alghero, riaffiora un rifugio antiaereo realizzato nella Seconda guerra mondiale. Rifugio che è stato riportato alla luce nel corso dei lavori di ripristino della condotta fognaria da parte di Abbanoa. Se da un lato la perdita ha causato problemi di infiltrazioni e avvallamento della sede stradale, dall'altra ha permesso di rinvenire il rifugio antiaereo, situato nel lungomare Cristoforo Colombo, tra le torri di Sulis e di San Giacomo. Il locale, della lunghezza di 5 metri per 2, presenta ai lati due porte murate e un gabinetto rudimentale fatto con mattoni e scarico collegato all'antica condotta fognaria sottostante. Una volta fatta la scoperta, è intervenuta la Soprintendenza, ma anche due studiosi che ad Alghero operano e che, nel passato, hanno svolto un lavoro interessante con la pubblicazione del volume “Lo sbarco che mai avvenne - il sistema fortificato di Alghero e Porto Ferro nella Seconda guerra mondiale”. Si tratta di Rolando Galligani e Mauro Almaviva che fanno parte dell'associazione “Nel vivo della Storia” che studia e ricerca da anni le fortificazioni e i manufatti sella Seconda guerra mondiale. «Il rifugio - hanno fatto notare i due studiosi - fu costruito insieme ad altri cinque in diverse zone del centro città, a partire dal mese di maggio 1943, su progetto dell'ingegner Fausto Cella. Quello rinvenuto sul lungomare Cristoforo Colombo è il numero 5. I rifugi avevano tutti la stessa conformazione: locali più lunghi alternati, ad angolo retto, ad altri più corti. Gli ingressi di norma erano due (alle estremità) o tre, con uno inframmezzato. Con un archeologo della Soprintendenza di Sassari e con l'assenso dell'impresa che ha eseguito i lavori, in sicurezza - hanno proseguito Galligani e Almaviva - è stato aperto un varco nella porta murata sul lato verso la torre di San Giacomo. Il locale, parzialmente pieno di terra rimasta presumibilmente durante il rinterro, ha le dimensioni di almeno 7 metri di lunghezza e 1,80 di larghezza, con la volta ad arco acuto in cemento armato». Secondo la ricostruzione fatta da Galligani e Almaviva, la costruzione dei sei rifugi antiaerei fu commissionata con delibera dell'allora Podestà, a tre imprese edili algheresi: Vittorio Trova ( rifugi 1-2-6); Giovanni Corbia (rifugi 3-4) e Nando Manca (rifugio 5). In precedenza, nel 1942, l'impresa “Angelo Mortello” fu incaricata di costruire i rifugi antiaerei nelle scuole elementari di via Cagliari, in pratica dove ora sorge il parcheggio di Piazza dei Mercati. I due studiosi, evidenziano anche che nel dicembre 1943 fu utilizzata manodopera militare per il rinterro dei rifugi 4 e 6.

La proposta dell'associazione “Nel vivo della Storia” è quella di attribuire un valore aggiunto alla storia della città con la predisposizione di un progetto per l'ispezione e la pulizia del rifugio e la sua eventuale valorizzazione. I due studiosi hanno relazionato lo studio all'assessore alla cultura Marco Di Gangi, il quale si è complimentato con loro per l'importante lavoro di studio e recupero della memoria.

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