La Nuova Sardegna

Alghero

Il blitz

Stop a degrado e indifferenza: il Noe sequestra l’ex Caval Marì

di Salvatore Santoni
Stop a degrado e indifferenza: il Noe sequestra l’ex Caval Marì

Blitz dei militari nello storico tempio della movida ad Alghero

24 gennaio 2023
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Alghero È vecchio e malandato, ormai un rudere mangiucchiato dalla salsedine e dall’indifferenza. E chi ci entra rischia seriamente che gli caschi tutto addosso. Per questo ieri mattina i carabinieri del Noe di Sassari hanno messo i sigilli all’ex Caval Marì di Alghero. Lo storico edificio, cuore pulsante della movida d’altri tempi, è un ecomostro in capo al Comune e al Demanio che minaccia di crollare da un momento all’altro.

L’operazione. Il blitz è scattato ieri 23 gennaio, l’ultimo in ordine di tempo della campagna contro gli “ecomostri” avviata dagli investigatori del Noe nei mesi scorsi. I militari di Sassari sono arrivati sul lungomare Dante di primo mattino attrezzati come rocciatori, con caschi, ginocchiere, corde e tutto l’occorrente per calarsi sugli scogli dove è stato edificato l’immobile, ormai ridotto a rudere. Una volta all’interno, per prima cosa i carabinieri si sono ritrovati davanti alcune persone senza fissa dimora che si sono dati alla fuga in maniera rocambolesca sugli scogli portandosi dietro anche un cagnetto. I militari hanno quindi cominciato a ispezionare i locali, scoprendo una breccia ricavata in un muro della struttura. Un passaggio strettissimo utilizzato dai “frequentatori” di quello che da anni è diventato un posto di perdizione per disperatati, tossici e vandali.

Degrado. Gli ambienti dell’ex Caval Marì sono ormai completamente devastati, non soltanto dallo stato di abbandono e dall’incuria ma anche dall’indifferenza. L’immobile è strapieno di rifiuti di ogni tipo: ci sono siringhe, spazzatura, resti di bivacchi. E poi ci sono gli inerti, non portati dall’esterno ma pezzi di soffitto che ogni tanto cascano a terra. Inoltre, la terrazza che si affaccia sul mare è senza ringhiera. I travetti e le pignatte del solaio fanno paura soltanto a guardarle: marce, cariche di acqua e distrutte.

Il sequestro. Per tutta questa serie di motivi, i militari hanno deciso di procedere ex articolo 321 del codice di procedura penale. Hanno quindi operato un sequestro preventivo che ora sarà valutato ed eventualmente convalidato dal gip di Sassari. Gli investigatori del Noe hanno quindi apposto una serie di nastri e cartelli per segnalare il pericolo imminente. E ancora, hanno nominato come custode giudiziario il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune affinché l’ente proceda alla messa in sicurezza della struttura.

Il futuro. Ora quel che resta dello storico locale dell’Alghero by night rischia di finire in polvere. Tutto dipenderà anche da cosa accadrà nei prossimi giorni, quando al Caval Marì arriveranno i vigili del fuoco. L’autorità giudiziaria, infatti, con tutta probabilità chiederà un sopralluogo da parte degli ingegneri del comando di Sassari per effettuare una verifica statica puntuale delle condizioni in cui si trovano le strutture portanti dell’immobile. E le probabilità che si consigli la demolizione sono molto alte.

La storia. Caval Marì, El fuego, Tris blu, Caligola. Sono alcuni dei nomi che la struttura a picco sul mare prospiciente il lungomare Dante ha assunto nel tempo. Il primo dopo la rotonda sul mare del “cavallino bianco” è stato El fuego, aperto nella primavera del 1961. Poi è stato un susseguirsi di nuove gestioni, tentativi di rilancio, progetti del Comune per farlo rinascere. La scorsa estate la giunta comunale, guidata dal sindaco Mario Conoci, aveva stabilito le direttive per stilare il bando pubblico che avrebbe dovuto segnare la ripartenza. Ma della procedura, però, non si è vista nemmeno l’ombra. E intanto il tempo e la salsedine hanno continuato a fare il loro lavoro, lavorando ai fianchi di un edificio sempre più povero di ferro e cemento.

“Sardegna bella”. Il blitz del Noe di ieri mattina fa parte della campagna di monitoraggi delle maggiori lottizzazioni realizzate lungo le coste e a ridosso delle aree protette, i cosiddetti ecomostri, che i militari hanno avviato nei mesi scorsi – in collaborazione col ministero dell’Ambiente e il Noe di Roma – e hanno chiamato “Sardegna bella”. Il nucleo di Sassari, che è guidato dal comandante Giuseppe Iovene, coadiuvato dal vice Gavino di Maggio, conta una decina di carabinieri altamente specializzati che operano su tutta la provincia di Sassari (Gallura compresa), e in parte di quella di Nuoro e di Oristano.

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