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Cagliari

Il viaggio di Miglio nelle 133 parrocchie

Il viaggio di Miglio nelle 133 parrocchie

Da dicembre il Vescovo visiterà tutte le comunità religiose Guidato dal messaggio di Bergoglio: «La Chiesa sia aperta»

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CAGLIARI. A dicembre Arrigo Miglio inizierà la visita pastorale alle 133 parrocchie della diocesi. L'invito programmatico nelle parole del Papa rivolte soprattutto a preti e vescovi: «Invece di essere solo un Chiesa che accoglie e che riceve tenendo le porte aperte, cerchiamo pure di essere – dice Bergoglio – una Chiesa che trova nuove strade, che è capace di uscire». L'arcivescovo lo farà realmente, a cominciare dalle 35 parrocchie cagliaritane. La tradizione vuole che la prima chiesa ad essere ufficialmente visitata sia la cattedrale. Miglio nel mese di novembre metterà a punto la parte organizzativa di questa uscita tra i fedeli, obbligatoria almeno ogni cinque anni, stabilita dal Codice di diritto canonico. L'annuncio ufficiale l'arcivescovo l'ha dato in occasione della festa di San Saturnino, patrono della città, scelta anche per presentare alla diocesi gli "Orientamenti pastorali per l'anno 2013-2014", gli obiettivi dell'attività di parrocchie e comunità per i prossimi 10 mesi. «Non tenerne conto – scrive Miglio – vorrebbe dire correre il serio rischio di essere una Chiesa che si fa rinchiudere in piccole cose, in piccoli precetti». La preoccupazione principale del Pontefice è stata la mancanza di lavoro che fa soffrire tutta la Sardegna. Francesco non si è fermato alle parole. «Ci ha chiesto – dice il presule cagliaritano – che cosa pensiamo di poter fare come Chiesa per seguire da vicino questo problema». Dunque un mandato preciso papale «e, prima ancora – chiarisce l'arcivescovo – da parte di tante famiglie e di tanti giovani». Chiara l'indicazione di Miglio a don Giulio Madeddu, responsabile della pastorale sociale, sull'emergenza lavoro: «Coinvolgere tutta la comunità cristiana». Altro obiettivo dell'arcivescovo «potenziare la dimensione della sinodalità nella vita diocesana», cioè si cammina tutti insieme, con pari dignità: preti, diaconi e laici, anche se con diversi compiti. Primo segnale in questo senso l'elezione del consiglio pastorale diocesano. Un organismo «dove in modo più completo – spiega Miglio – si possono incontrare tutte le componenti di una chiesa particolare, specialmente i laici provenienti dai diversi territori della diocesi assieme a quelli che arrivano da diverse aggregazioni laicali, per esercitare un discernimento comune sul cammino pastorale da seguire come diocesi». Altri punti del programma 2013-2014, contenuti nella lettera pastorale anche nel titolo riguardano la catechesi di iniziazione cristiana dei bambini e il coinvolgimento degli adulti per la riappropriazione di una fede matura; un progetto catechistico diocesano, importanza degli oratori parocchiali e centralità della Sacra Scrittura. (m.g.)

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