Decimoputzu, sì all'ampliamento della centrale di biogas: ricorso degli ecologisti

L'impianto di Decimoputzu

La Regione ha autorizzato la variante chiesta dalla Agricola Agrifera società sotto inchiesta da parte della magistratura con nove persone indagate per truffa aggravata, raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, disastro ambientale

DECIMOPUTZU. La Regione approva, gli ambientalisti si oppongono e presentano ricorso. C'è di mezzo la centrale a biogas di Decimoputzu della società Agricola Agrifera, sulla quale (e su quello analogo di Guspini) si sono già abbattutti i provvedimenti della magistratura con un sequestro preventivo dei due impianti (dicembre 2015) e le accuse di truffa aggravata, raccolta, trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, nonché di disastro ambientale per nove persone facenti parte sia della Agricola Agrifera che della parallela Bioenergy.

A seguito delle indagini della Guardia di finanza e del Corpo forestale, la Dda e il gip del tribunale di Cagliari disposero allora anche il sequestro ai nove indagati di beni per un valore di 8 milioni di euro. Nonostante queste vicissitudini giudiziarie, la società non ha desistito dall'andare avanti con le sua centrale a biomassa nelle campagne di Decimoputzu e ha presentato una variante sul sito produttivo all'assessorato regionale dell'Industria, che nonostante l'impianto sia al centro della vertenza giudiziaria ha autorizzato le variazioni.

La centrale prevedeva originariamente l'utilizzo di oltre 20mila tonnellate annue di biomassa (insilato di mais, triticale, sorgo) per circa 60 giornaliere, con una produzione di biogas di 3,6 milioni di metri cubi e 7 milioni di kw nel corso dell'anno.

Con la variante si autorizzano anche sottoprodotti cerealicoli, liquami zootecnici, scotta (siero del latte) e altre biomasse, per complessive 35mila tonnellate annue e più di sottoprodotti e scarti. Contro l'autorizzazione concessa dall'assessorato all'Industria regionale hanno presentato ricorso per vie gerarchiche gli ecologisti del Gruppo di intervento giuridico, che già si erano mossi in precedenza contro le due centrali a biomassa dopo le segnalazioni di cittadini riuniti in comitati spontanei.

“Nonostante l'avvio del procedimento penale da parte della Dda di Cagliari e l'adozione del provvedimento di sequestro preventivo – sostiene Stefano Deliperi, portavoce del Grig -, si è giunti al provvedimento di autorizzazione della variante. Questo costituisce oggettivamente una sanatoria e un bel premio per chi ha operato con comportamenti imprenditoriali ben poco virtuosi”.

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