Bus sovraffollati: dure proteste degli studenti del Cagliaritano

Scioperi in vari istituti come al Siotto e al Nautico. L'allarme dell'Einaudi di Senorbì

CAGLIARI. Si allarga la protesta degli studenti contro le distanze ravvicinate sui pullman per i diversi istituti di Cagliari e del Cagliaritano: troppa calca nel tragitto casa-scuola e cresce la paura del Covid. Questa mattina 16 ottobre il liceo classico Siotto ha continuato lo sciopero, seppure in maniera meno massiccia rispetto a ieri, con otto classi che hanno disertato le lezioni. A prendere il testimone della lotta questa mattina è stato l'istituto Nautico: è entrata solo qualche classe, gli altri studenti sono rimasti fuori.

La lotta continua: in questi giorni molte scuole stanno eleggendo i propri rappresentanti e presto dovrebbe crearsi un coordinamento di istituti per una strategia comune. «Nei giorni scorsi - spiega uno studente del Nautico, Matteo Santagati, 18 anni - abbiamo protestato. Ma oggi l'adesione è stata quasi totale. Ci sembra assurdo dover salire sui bus che non consentono di mantenere la distanza per evitare il contagio. Le linee 30 e 31, ma anche il PQ e il PF (quelle che collegano il capoluogo e l'hinterland, ndr), sono sempre superaffollate soprattutto quando dobbiamo entrare a scuola».

«Abbiamo parlato già con il preside - spiega - e abbiamo chiesto maggiore tolleranza sui ritardi o di istituzionalizzare uno scaglionamento che ci consenta di prendere pullman meno pieni. Oppure un ritorno alla didattica a distanza, ma solo per le lezioni teoriche: per quelle più pratiche riteniamo importante fare lezione in presenza».

Protestano anche gli studenti dell’ Istituto Superiore Einaudi di Senorbì. "Quotidianamente _ scrivono al nostro giornale _, ci troviamo ad affrontare. Volevamo condividere con tutti la nostra situazione e volevamo farlo attraverso voi. Volevamo condividere una situazione preoccupante, ovvero il grave problema dei mezzi di trasporto, il cui utilizzo è inevitabile per buona parte degli studenti. Mezzi che risultano essere sovraffollati e all’interno dei quali non è possibile rispettare la distanza di sicurezza imposta dalla legge. Non chiediamo e non vogliamo la chiusura della scuole, ma chiediamo di essere messi nella condizione di recarci presso il nostro Istituto in condizioni che garantiscano la nostra sicurezza"

La protesta degli studenti sta esplodendo ora ma il problema trasporti era già stato segnalato la scorsa estate al tavolo regionale della scuola. E diversi dirigenti scolastici, anche in attesa di un piano trasporti, avevano rinviato l'avvio dei corsi di recupero. (ANSA).

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