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Uta, rissa in carcere tra detenuti: un agente resta ferito

Uta, rissa in carcere tra detenuti: un agente resta ferito

La denuncia del segretario generale della Uil Polizia Penitenziaria Michele Cireddu

01 gennaio 2024
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Uta Capodanno con rissa tra detenuti nel carcere di Uta, ne fa le spese anche un agente penitenziario che si ritrova con un dito fratturato quando ha provato a intromettersi fra i partecipanti per sedare lo scontro. Gli aggressori hanno utilizzato parti di una sedia a rotelle sottraendola ad un detenuto invalido, per ricavare delle armi bianche con cui colpire gli avversari. È stato provvidenziale l’intervento del poliziotto che ha evitato che gli aggressori procurassero gravi ferite al detenuto aggredito. Sono quindi arrivati gli agenti di rinforzo che sono riusciti a separare i detenuti prima che la situazione potesse diventare ancora più cruenta.

A rendere noto l’accaduto di questo pomeriggio 1 gennaio è il segretario generale della UIL Pa Polizia Penitenziaria, Michele Cireddu: «Il primo giorno del nuovo anno, vede l’Istituto di Uta balzare alle cronache per l’ennesimo episodio di violenza. Senza l’intervento del Sovrintendente staremo con molta probabilità descrivendo una tragedia perché alcuni detenuti si erano procurati delle armi bianche per colpire i rivali».

«Ormai il carcere di Uta – prosegue Cireddu - è diventato teatro di violenza inaudita e non si intravede una via d’uscita! Alcuni mesi fa dopo insistenze anche della UIL, era stato allontanato un detenuto perché aveva letteralmente messo a ferro e fuoco le sezioni. A distanza di pochi mesi ha fatto ritorno nell’istituto cagliaritano nonostante si fosse creata una incompatibilità con gli operatori e con gli altri detenuti. È facile presagire che ci saranno altre giornate all’insegna della violenza e delle aggressioni. In tutto questo, registriamo un totale disinteresse del Dipartimento e delle istituzioni per fronteggiare e risolvere quella che riteniamo sia un emergenza-aggressioni a danno dei poliziotti».

L’unico intervento che sono riusciti a realizzare i vertici dipartimentali, con grande soddisfazione del ministro e del sottosegretario della Giustizia, è un poema interminabile di indicazioni scritte, irrealizzabili e lontane anni luce dalla realtà delle esigenze operative”. (l.on)

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