La Nuova Sardegna

Cagliari

Il processo d’appello-ter

La madre di William Tani sulla condanna per duplice omicidio: «La morte di mio figlio ha un colpevole, non può che essere Gianfranco Casula»

di Ilenia Mura
La madre di William Tani sulla condanna per duplice omicidio: «La morte di mio figlio ha un colpevole, non può che essere Gianfranco Casula»

Sulla sentenza esprime soddisfazione l’avvocata di Luciana Sedda e Francesco Tani, Alessandra Ferrara: «Conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto in questi anni di processi»

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Cagliari Dopo una condanna in primo grado con giudizio abbreviato, due passaggi in Cassazione e due assoluzioni in Corte d’Assise d’Appello, arriva la sentenza di condanna, dalla Corte d’Assise di Cagliari, presieduta dal magistrato Giovanni Lavena, per l’unico imputato di questo procedimento, ovvero Gianfranco Casula, 51 anni di Carbonia.

La madre di William Tani, Maria Luciana Sedda, parte civile, accoglie il verdetto con soddisfazione, ma anche con il peso di un’attesa durata anni: «Sono felice per questa sentenza: la morte di mio figlio ha un colpevole, ed è e non può che essere Gianfranco Casula. Mi spiace soltanto che siano trascorsi tutti questi anni che hanno visto condanne, ricorsi, ingiuste assoluzioni e ancora processi. Siamo ancora qua e chissà se arriverà finalmente il momento in cui potrò mettere un punto a questa vicenda e morire con la fiducia davvero nella giustizia».

Sulla sentenza emessa oggi 2 ottobre, anche Alessandra Ferrara, avvocato delle parti civili, Maria Luciana Sedda e Francesco Tani, rispettivamente mamma e fratello di William Tani, ucciso con Giuliano Milanovich, esprime soddisfazione per il dispositivo: «È una sentenza che conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto in questi anni di processi, in linea con il lavoro svolto dalla Procura, nella persona del dottor Danilo Tronci e dagli altri difensori delle parti civili: la responsabilità dell’imputato per la morte dei due giovani nel lontano 2007, spariti nel nulla nelle campagne di San Giovanni Suergiu. Per la famiglia è un momento importante, che arriva dopo un percorso giudiziario lungo e doloroso, nel quale la madre in particolare è stata costretta più volte a rivivere la perdita di suo figlio, e ciò è atroce». 

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