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Operazione antibracconaggio, tre denunce per la caccia illegale di cervi e cinghiali: sequestrate armi e un’auto

di Redazione Web
Operazione antibracconaggio, tre denunce per la caccia illegale di cervi e cinghiali: sequestrate armi e un’auto

La pattuglia è intervenuta durante la notte dopo aver sentito i colpi d’arma da fuoco esplosi vicino a Monte Arcosu

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Decimomannu Operazione antibracconaggio a Decimomannu: tre persone denunciate, sequestrate armi, munizioni e un'autovettura.

I fatti risalgono alla notte del 17 ottobre 2026, intorno alle 23, nel corso di un servizio congiunto finalizzato alla repressione del bracconaggio in orario notturno, svolto in località Is Frisias, nelle campagne di Decimomannu, vicino al complesso boschivo di Monte Arcosu, dove il personale delle Stazioni del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Uta, Cagliari e Pula ha colto in flagranza di reato tre uomini residenti nei comuni di Uta e Assemini.

I tre, a bordo di un'autovettura e utilizzando un fucile dotato di una potente torcia, erano intenti alla caccia illegale di ungulati, in particolare cervi e cinghiali.

Il fermo e i sequestri

Dopo aver udito alcuni colpi d'arma da fuoco, la pattuglia intervenuta ha immediatamente imposto l'alt al veicolo, bloccandone gli occupanti. Uno dei tre si è dato alla fuga dopo essersi disfatto del fucile, gettandolo a terra. Al termine di un breve inseguimento a piedi all'interno della boscaglia, il fuggitivo è stato raggiunto, fermato e identificato.

Nel corso delle operazioni è stata effettuata una perquisizione dell'autovettura, risultata priva della copertura assicurativa obbligatoria, con conseguente sequestro del mezzo. Sono stati inoltre sequestrati il fucile utilizzato per l'attività di bracconaggio, dotato di torcia, diverse munizioni, una ricetrasmittente e vari coltelli utilizzati per la macellazione della selvaggina.

Perquisizioni domiciliari e ulteriori armi sequestrate

L'operazione è proseguita fino a tarda notte con l'esecuzione di perquisizioni presso le abitazioni dei tre indagati. Nel corso delle attività sono stati sottoposti a sequestro cautelare, ai sensi dell'articolo 39 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, ulteriori cinque fucili, uno dei quali detenuto in violazione delle norme relative alla cessione e al trasferimento delle armi.

È stata inoltre ritirata la licenza di porto d'armi dell'unico componente del gruppo titolare del relativo titolo autorizzativo. Nei confronti dello stesso è stata contestata anche l'irregolare detenzione e/o cessione di arma, per la violazione degli obblighi previsti dagli articoli 17 e 38 del TULPS, che impongono di comunicare all'Autorità di Pubblica Sicurezza la cessione o lo spostamento delle armi entro 72 ore.

Denunce e convalida del sequestro

Gli altri due uomini, non titolari di porto d'armi, sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria per concorso nell'esercizio della caccia in orario notturno, da autoveicolo e mediante utilizzo di munizionamento spezzato, in violazione dell'articolo 30 della legge n. 157 del 1992. L'Autorità giudiziaria competente ha successivamente convalidato il sequestro penale disposto dal personale operante.

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