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Il caso

Entra in autogrill poi la ritrovano impiccata, si infittisce il giallo sulla morte misteriosa di una donna

Entra in autogrill poi la ritrovano impiccata, si infittisce il giallo sulla morte misteriosa di una donna

Le telecamere la riprendono mentre rientra da un viaggio col marito che poi ne denuncia la scomparsa, ancora dubbi dopo l’autopsia

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Un'ombra fitta avvolge la morte di Maria Ionescu, la donna di 66 anni originaria della Romania e residente a Mottola (Taranto), il cui corpo senza vita è stato ritrovato nelle campagne di Francavilla al Mare (Chieti) il 15 ottobre 2026. Gli inquirenti della Procura di Chieti oscillano tra l'ipotesi del gesto volontario e quella del femminicidio, all'interno di un quadro indiziario che presenta forti anomalie. A ricostruire le ultime ore della donna è La vita in diretta, che mostra le ultime immagini della donna in vita mentre si vede uscire – con passo incerto – da un autogrill – alle 5 del mattino – sulla A14. Sembra spaesata, è sola, le telecamere la riprendono uscire dal bagno, dove sarebbe andata, secondo il racconto del marito che era con lei, a recuperare un foulard dimenticato. Ionescu viene poi ritrovata morta impiccata a due chilometri di distanza il giorno dopo.

Le anomalie del ritrovamento e l'autopsia

Il cadavere di Maria Ionescu è stato rinvenuto impiccato a un albero di ulivo con un filo di ferro stretto intorno al collo. Tuttavia, la scena ha subito insospettito i soccorritori e le forze dell'ordine: i piedi della donna toccavano terra, un elemento insolito per un suicidio per impiccagione. L'esame autoptico, affidato all'anatomopatologo Pietro Falco insieme al consulente di rilievo nazionale Vittorio Fineschi, è durato circa quattro ore ma non ha sciolto i dubbi sulla dinamica del decesso.

Resta aperta l'analisi approfondita su un taglio riscontrato al collo della vittima, oltre agli accertamenti tossicologici e istologici per cui i periti si sono presi 90 giorni di tempo. Sotto esame ci sono anche le calzature indossate dalla donna e i reperti genetici isolati sul filo di ferro.

La pista dei maltrattamenti e le indagini

Al momento la Procura indaga contro ignoti, ma l'attenzione degli inquirenti si è inevitabilmente concentrata sulla vita privata della sessantaseienne e sul legame con il compagno, Vito Palagiano, un ex agente penitenziario in pensione. La relazione tra i due viene descritta dai vicini di casa a Mottola come "tossica" e caratterizzata da frequenti e accesi litigi, legati anche a una forte condizione depressiva di cui Maria soffriva negli ultimi tempi. Ad alimentare i sospetti si aggiungono due elementi rilevanti raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile: il compagno della donna ha denunciato formalmente la scomparsa solo dopo essere arrivato in Puglia, ore dopo l'effettiva sparizione in Abruzzo.

Sul corpo dell'uomo è stata notata una ferita recente al collo. Nel tentativo di ricostruire con esattezza le ultime ore della vittima e fare luce sulla natura del rapporto di coppia, la Polizia ha effettuato una perquisizione nell'abitazione di Mottola, sequestrando il computer e il telefono cellulare della vittima e del compagno per analizzarne i tabulati e le memorie digitali.

Il giallo sulla morte della donna di 66, Maria Ionescu, trovata morta nelle campagne di Francavilla al mare, in provincia di Chieti, si infittisce. La donna era stata data per scomparsa dopo una sosta in autogrill mentre stava viaggiando con il marito. La coppia era di ritorno a Mottola dopo aver fatto visita al figlio a Rimini.

Per ragioni da chiarire, i coniugi si sono separati e la 66enne non è più stata ritrovata dal marito, il quale avrebbe proseguito il viaggio senza di lei, per poi denunciarne la scomparsa una volta arrivato a destinazione. Il 15 ottobre scorso il corpo della donna è stato ritrovato nei campi. Non si esclude alcuna ipotesi: interrogati il marito e il figlio della donna. 

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