No alle pale eoliche a monte Sirai

Cori di no al piano per installare 15 generatori vicino al sito fenicio-punico: «Progetto folle»

CARBONIA. No ad una nuova foresta di pale eoliche alle porte della città, a ridosso di un sito di rilievo internazionale come la collina di Sirai, sede di uno dei più importanti fenici e punici del Mediterraneo. E’ la risposta che in un’affollata assemblea hanno dato i cittadini ma non solo ai tecnici regionali e ai rappresentanti della società che dovrebbe realizzare il progetto. In pratica, in aggiunta alle 35 pale già esistenti nel parco eolico dell’Enel, che non sono nel territorio comunale ma che hanno comunque devastato la vista verso il mare, ne dovranno sorgere altre 15, stavolta vicino alla città a partire dalla frazione di Flumentepido, alle pendici di monte Sirai. La commissione comunale Lavori pubblici ha già detto no al progetto e ieri l’amministrazione ha espresso ufficialmente la sua contrarietà, contestando tra l’altro anche il fatto che l’assemblea fosse stata organizzata in una giornata particolare, di impegno elettorale, impedendo così di fatto la partecipazione sie dei cittadini che delle amministrazioni locali. Le riserve sul progetto sono poi state inserite in una nota inviata agli assessorati all’Ambiente e all’Industria, e alla Sovrintendenza. «Viviamo con molta preoccupazione la possibilità che venga realizzato un impianto eolico nella valle da Bruncu Teula fino al centro di Flumentepido, a poche centinaia di metri da monte Sirai – ha detto il sindaco – Sarà nostra cura opporci in tutti i modi alla realizzazione di un simile progetto in una zona situata in prossimità di un parco archeologico e a siti di particolare interesse culturale, storico e religioso. L’eccessiva vicinanza delle pale all sito fenicio-punico costituirebbe una pesante interferenza sull’area archeologica. Il parco già realizzato ai confini del Comune ha già prodotto una sproporzionata e inaccettabile presenza di pale eoliche su tutta la valle fino al mare». Ovviamente si tratta di proteste e di prese di posizione che non possono considerarsi vincolanti per la Regione, che alla fine del procedimento dovrà concedere o negare le autorizzazioni. Perciò il Comune ma anche numerose associazioni e movimenti hanno annunciato battaglia. Irs evidenzia il sì all0energia pulita, ribadendo che «acqua, paesaggio e vento sono i nostri beni collettivi» ma ha annunciato che metterà in campo «tutta la forza di attivisti e simpatizzanti contro l’ennesimo scempio ai danni dell’isola».

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