Incendio alla centrale elettrica dismessa: distrutto l’archivio storico
L’impianto di Sant’Antioco era sorto nell’epoca di Carbonia, i documenti custoditi vincolati dalla soprintendenza
SAN GIOVANNI SUERGIU. Incendio all’interno dell’edificio abbandonato della vecchia centrale Enel di Santa Caterina, nell’istmo di Sant’Antioco: non ci sono danni gravi alle strutture, ma è stato distrutto l’intero archivio storico della centrale nata assieme alla città di Carbonia. Per cause in corso di accertamento, ma che da quanto ipotizzato nel corso di un sopralluogo dei carabinieri di Sant’Antioco e dei vigili del fuoco dovrebbero essere accidentali, si è sviluppato un incendio all’interno di un’area di circa 300 metri quadri della vecchia centrale, adibita dalla società elettrica ad archivio.
L’incendio, che si e’ sviluppato nel primo pomeriggio di ieri, ha bruciato l’intero archivio e i documenti dell’attività della centrale degli anni 70. Le fiamme sono state spente da una squadra dei vigili del fuoco di Carbonia intorno alle 6,30 del mattino, mentre le operazioni di sono state ultimate nella tarda mattinata.
La centrale, pur in stato di abbandono è un edificio tutelato dalla sovrintendenza. La sua costruzione è coeva alla nascita di Carbonia. L’avviamento del bacino carbonifero del Sulcis, la costruzione di Carbonia, il potenziamento del porto di Sant’Antioco, suggerirono infatti alla Società Mineraria Carbonifera Sarda la realizzazione di una grande centrale termica a bocca di miniera per il completamento delle attrezzature industriali.
L’inaugurazione avvenne nel 1939 e la Centrale fu la prima in Italia idonea a utilizzare il carbone Sulcis polverizzato.