Carloforte, si potranno pescare 165 tonnellate di tonno rosso

Il ministero delle Politiche agricole ha firmato la ripartizione delle quote

CARLOFORTE. È di 165 tonnellate la quota di pesca al tonno rosso destinata alle tonnare. La decisione, è stata presa in questi giorni dal ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, che ha firmato il decreto di ripartizione della quota nazionale destinata all'Italia (1950 tonnellate) tra i vari sistemi di pesca.

Alle tonnare dell'Isola Piana, Portoscuso e Portopaglia (le uniche italiane a cui è consentita la cattura del tonno rosso), è stata riconfermata la quota dell'anno scorso, quando furono “lavorate” tuttavia 222 tonnellate, considerando l'utilizzo di parte della quota indivisa (prevista nel decreto ministeriale e pari, per il 2014, a 59 tonnellate) e l'acquisto di quote non sfruttate da altri sistemi di pesca.

Le tonnare, potranno catturare anche una percentuale di tonni “sottotaglia”, ovvero inferiore ai limiti di 30 kg o 115 cm, ma non oltre il 5 per cento del pescato.

Le operazioni di trasferimento e cattura sono soggetti a rigidi controlli, in base alle norme internazionali sul monitoraggio puntuale degli stock ittici mediterranei e atlantici. Quest'anno, il ritardo con cui è stato emesso il decreto ha creato non pochi problemi ai pescatori, in quanto, fino alla sua pubblicazione, non è stato possibile prelevare neanche una preda. Così, nelle tonnare sulcitane, calate già da qualche settimana, i branchi di tonni “di corsa” entrati nello storico sistema di reti a camere adiacenti, hanno potuto nuotare liberamente, senza timore di finire “in gabbia”.

Anche per quest'anno, è quella la sorte che li attende, ovvero i gabbioni galleggianti destinati ad accoglierli vivi, per poi essere trasportati, a lento moto, fino agli allevamenti di Malta, a opera degli intermediari spagnoli, dove verranno ulteriormente nutriti e venduti ai mercati orientali su richiesta.

L'anno scorso, solo a Porto Paglia si pescarono due tonnellate e mezzo per il consumo locale, livello che potrebbe aumentare in questa stagione. Secondo le intenzioni dei gestori delle tonnare (Consociazione Tonnare Sarde e Tonnare Sulcitane), ci potrà essere qualche mattanza (una per il Girotonno, se il tempo lo consentirà), in modo tale da riavviare anche il processo di inscatolamento negli stabilimenti della Punta, a Carloforte, fermo ormai da qualche anno.

Nelle ultime due stagioni, infatti, pressochè tutto il pescato è stato venduto vivo, in blocco, agli spagnoli, e l'assenza delle tradizionali mattanze ha fatto sì che calassero drasticamente sia le risorse umane da impiegare che la materia prima (compreso i prelibati “derivati”, a partire dalle pregiate bottarghe) nei mercati locali, costretti ad approvvigionarsi altrove, con il conseguente aumento del prezzo di vendita al pubblico a livelli insostenibili.

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