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Nuoro

La polemica

Il sindaco Fenu si tiene stretti i barracelli: «La compagnia è ancora in piedi»

di Alessandro Mele
Il sindaco Fenu si tiene stretti i barracelli: «La compagnia è ancora in piedi»

Il primo cittadino di Nuoro: «Nessuno scioglimento, sette volontari in servizio». E i non dimissionari difendono l’amministrazione

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Nuoro L’attacco frontale e pieno di accuse del coordinamento regionale dei barracelli nei confronti dell’amministrazione comunale del sindaco Emiliano Fenu potrebbe rivelarsi un clamoroso autogol. Il primo cittadino e l’assessore comunale all’Ambiente, Marco Canu, infatti, hanno deciso di rispondere carte alla mano ai capitani Giuseppe Vargiu e Riccardo Paddeu che, in rappresentanza del coordinamento, appoggiavano il presunto scioglimento della compagnia barracellare cittadina dopo poco più di due anni di vita e accusavano il Comune di aver isolato e umiliato i volontari, di non aver intrattenuto alcun rapporto istituzionale, di aver perso importanti finanziamenti regionali e di non aver sanzionato, come richiesto, comportamenti ritenuti scorretti all’interno della Compagnia. La prima è certamente la smentita più determinante per il futuro dei barracelli nuoresi: «A essersi dimessi sono stati dieci elementi su 17 – dice Fenu – e in qualunque caso la Compagnia non può essere soppressa da soggetti terzi. Il suo scioglimento, infatti, può passare solo ed esclusivamente attraverso una delibera del consiglio comunale».

I protagonisti

Ad appoggiare la tesi del Comune sono gli stessi protagonisti della vicenda. I sette barracelli “rimasti in servizio”, infatti, prendono nettamente le distanze dal coordinamento regionale. «Le recenti polemiche offrono una rappresentazione distorta della realtà, dimenticando del tutto il contesto e i fatti concreti. È tempo di fare chiarezza – dicono i 7 volontari ancora arruolati –. La verità dei fatti è ben diversa da quella dipinta da certe accuse, a partire da quelle del coordinamento regionale. Prima di tutto, va evidenziato un dato inequivocabile: una parte della compagnia non sapeva nulla delle dimissioni presentate, segno di dinamiche interne e di passaggi comunicativi gestiti in modo tutt’altro che trasparente. Se ci fosse stato davvero amore per questo Corpo, l’ultima cosa da fare non sarebbero state le dimissioni improvvise, e soprattutto il dovere minimo sarebbe stato quello di informare tutti i membri e non solo una parte». E ancora: «È un dato di fatto che non si sia sempre perfettamente allineati sulle visioni operative ed è una dinamica del tutto normale all’interno di un qualsiasi percorso. Tuttavia, puntare il dito e distribuire colpe in questo modo, decontestualizzandone completamente le finalità originarie, è un’operazione scorretta e strumentale. Se la compagnia continua a operare, lo si deve unicamente al Comune. È grazie al supporto costante dell’ente che la struttura è ancora attiva. La volontà di preservarla e farla crescere è mossa esclusivamente dall’amore per il bene comune. Alla luce di tutto questo – concludono i sette volontari –, chi ha mosso certe accuse a partire dal coordinamento regionale, dovrebbe fare un passo indietro e porgere le proprie scuse e imparare ad ascoltare davvero tutte le parti in causa: Bisognerebbe, infine, aprire una riflessione seria sulla gestione interna alla Compagnia».

Il Comune

Il sindaco Fenu e l’assessore Canu aggiungono alcune considerazioni a quelle già rilasciate a margine della polemica. «Prima delle dimissioni era già stata avviata una procedura per l’ingresso di nuovi aspiranti barracelli – affermano –. Le verifiche di competenza della prefettura hanno individuato 15 candidati idonei. Per completare il procedimento è necessario acquisire il certificato di idoneità psicofisica e l’attestato di superamento del corso di idoneità al maneggio delle armi. Il percorso dei 15 aspiranti è già avviato. Il Comune è pronto a completare gli adempimenti non appena sarà disponibile la documentazione richiesta. L’obiettivo è rafforzare l’organico e garantire servizi stabili». E ancora: «Ricordiamo inoltre che lo stanziamento comunale destinato alla Compagnia è stato portato da 10 a 15mila euro all’anno, in linea con quanto attribuito ad altre Compagnie del territorio che contano un organico superiore, con l’impegno a ricercare ulteriori risorse. A questo si aggiunge un contributo regionale di circa 13mila euro, liquidato nel 2026 per l’attività svolta nel 2024. La Compagnia dispone inoltre di un mezzo con allestimento antincendio assegnato dalla Regione al Comune attraverso un’apposita convenzione con oneri a carico dell’amministrazione. I numeri – aggiungono – mostrano che il Comune ha investito sulla Compagnia». Nella documentazione presentata dai dimissionari viene riconosciuto il supporto fornito dal Comune. Inoltre, il 6 agosto, il sindaco aveva chiesto di organizzare, dopo il Redentore, una riunione aperta a tutti i componenti, alla presenza dell’assessore e del dirigente. All’ordine del giorno erano previste la situazione della Compagnia, la vicenda di Marrubiu che ha portato all’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di due componenti e lo stato della procedura per l’ingresso di nuovi barracelli. «La priorità – concludono sindaco e assessore – resta quella di garantire una compagnia barracellare pienamente operativa sul territorio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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