Più disagi psichici con la crisi
Parla Carlo Galisai, direttore del Centro di salute mentale: aumento significativo
NUORO. C’è una correlazione tra crisi economica, disoccupazione ed evoluzione della patologia psichica? Sembra di sì, almeno nel Nuorese. Lo conferma il direttore del Centro di salute mentale cittadino, il dottor Carlo Galisai, il quale – in un periodo di crisi economica, in cui a farne le spese sono soprattutto le classi sociali più deboli e indifese – riscontra «un aumento significativo delle patologie psichiatriche». Non tanto quelle più gravi e invalidanti (come le psicosi schizofreniche e i disturbi dell'umore), quanto quelle legate in primo luogo a una perdita del posto di lavoro o all'impossibilità di trovarne uno.
«I servizi di salute mentale – conferma Galisai – sono sempre più affollati di pazienti laureati che non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro, e sono costretti a continuare a campare sulle risorse degli anziani genitori, come quando erano ancora all'università. Questo determina un disagio che è insieme di depressione, ansia, insicurezza, umiliazione e vergogna».
Ecco, allora, gli attacchi di panico e le patologie depressive tra i giovani, ma anche adulti e anziani, che sembrano diventare un'emergenza quotidiana. «Le richieste di presa in carico di tipo prevalentemente psicoterapico – continua lo specialista del Csm – sono aumentate a dismisura, e anche in un Centro di salute mentale come quello di Nuoro, dove prestano servizio quattro dirigenti psicologi, si fatica sempre di più a soddisfarne in modo adeguato le richieste». A questo, continua Galisai, si aggiunge l'inerzia della politica e, più in generale, della società, che sembrano subire, in modo rassegnato, una difficile situazione di smarrimento.
«A dire il vero l'amministrazione regionale che ha preceduto quella di Cappellacci, ha cercato - con un progetto di salute mentale abbastanza innovativo - di dare un impulso forte alla riorganizzazione dei servizi di salute mentale e alla de-istituzionalizzazione e prevenzione delle cronicità, con i budget di salute e progetti di inclusione sociale». Poi, però, come spesso accade in Sardegna, tutto si è arenato in un clima di conflitto, contrapposizioni e incomprensioni, anche e soprattutto tra gli addetti ai lavori. La speranza del dottor Galisai e di tutti i Csm sardi è nelle mani della nuova Giunta regionale. Ad iniziare da un aspetto che può sembrare apparentemente burocratico e banale, se non fossimo in un periodo di grave crisi economica. «Gli utenti della salute mentale – si chiede, infatti, Carlo Galisai –, quelli che non hanno diritto all'esenzione per reddito e per patologia, devono pagare il ticket, oppure no? Le diverse Asl hanno un comportamento vario e spesso anche all'interno della stessa Asl vi possono essere comportamenti contrastanti in merito a chi deve pagare il ticket».