Al via la sfida alla dispersione scolastica
L’assessore all’Istruzione: «È tra le priorità del governo regionale, i soldi ci sono. Sarà una riforma condivisa coi docenti»
NUORO. «Vinceremo la sfida della dispersione scolastica». Ne è convinta Claudia Firino, assessore regionale all’Istruzione, intervenuta ieri alla presentazione del progetto didattico sperimentale “Doremat, la musica della matematica”, che si è svolta all’istituto Ciusa in una sala gremita di docenti e studenti.
«In Sardegna sono moltissimi gli adolescenti che ogni anno lasciano gli studi – ha ricordato l’assessore – . Ci sono studenti che non finiscono neanche le medie. Per questo motivo la lotta alla dispersione scolastica è una delle priorità del governo regionale». Gli esperti stanno studiando come convincere i ragazzi a non abbandonare la scuola anche perché «è impossibile affrontare il mercato del lavoro contando solo sulla licenza media».
Oltre al problema della dispersione scolastica, che in Sardegna e in particolare nel Nuorese raggiunge cifre record (con una media di abbandoni scolastici superiore al 28 per cento, una delle più alte d’Italia), ci sono i risultati dei test nazionali che rivelano come gli studenti sardi non brillino né in matematica né nella lettura. E poi il tasso di diplomati e laureati che è molto lontano da quello della media europea e tra i più bassi nell’isola. «La Sardegna deve investire nell’istruzione perché la posta in gioco è altissima – ha sottolineato Claudia Firino – . La crescita economica di una regione, infatti, dipende, anche dal miglioramento delle conoscenze e delle competenze della forza lavoro». Per l’assessore regionale il miglioramento è possibile. E di denaro per una nuova politica scolastica ce ne sarebbe a sufficienza. «Recupereremo i soldi che non stati utilizzati dalla precedente amministrazione – ha annunciato la Firino – . Ad esempio, ci sono ancora i 40 milioni inutilizzati del progetto Sardegna Digitale». L’idea è quella di riaprire le scuole il pomeriggio, di aiutare i ragazzi in difficoltà con corsi ad hoc, di rivedere il sistema degli assegni di merito e di finanziare le università. A conferma di ciò l’assessore ha assicurato che il consorzio universitario nuorese riceverà presto il saldo del contributo 2012. «La riforma non calerà dall’alto, ma verrà condivisa con gli insegnanti – ha spiegato –. E poi basta con i finanziamenti a pioggia, i soldi andranno ai territori che soffrono di più». Ma più del denaro investito è fondamentale la considerazione di cui gode la scuola nella comunità. «Quando il ruolo dei professori è riconosciuto, la scuola funziona meglio», ha concluso l’assessore.