La Nuova Sardegna

Nuoro

La guerra dei culurgiones finisce in Regione

di Valeria Gianoglio
La guerra dei culurgiones finisce in Regione

Luigi Crisponi presenta una interrogazione sul caso sollevato nei giorni scorsi dall’Apan di Nuoro

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NUORO. È approdata in una interrogazione in consiglio regionale presentata dall’ex assessore Luigi Crisponi (nella foto a sinistra), l’ormai ribattezzata “guerra dei culurgiones” che da qualche settimana sta animando il mondo dei produttori di pasta fresca, le associazioni, ma anche i semplici cultori delle tradizioni enogastronomiche isolane. A sollevare il caso era stata, alcuni giorni fa, l’Apan Sardegna, l’associazione che tutela le piccole e medie imprese dell’isola, che per bocca del suo presidente, Enrico Devoto, e del suo direttore, Gianfranco Seddone (nella foto a destra), aveva criticato in modo deciso e motivato, l’assegnazione del marchio Igp ai culurgiones prodotti in Ogliastra. Ma l’Apan Sardegna, dopo aver raccolto le lamentele e le proteste di tanti loro associati del Nuorese, ha sollevato una questione precisa. «Ci sono decine e decine di imprenditori del Nuorese e non solo che producono da tempo immemore i culurgiones – hanno detto Devoto e Seddone – quegli stessi imprenditori che adesso si vedono scippato il nome di un prodotto che è anche loro». Per questo, l’Apan ha annunciato ricorso per l’indebita appropriazione del nome dei culurgiones. In queste ore, poi, dopo la denuncia dell’Apan, il consigliere regionale dei Riformatori ed ex assessore, Luigi Crisponi, ha presentato un’interrogazione in consiglio regionale.

Con l’assegnazione del marchio ai soli prodotti fatti in Ogliastra «secondo quanto denunciato dall’Apan – scrive Crisponi – viene impedito a ben 103 aziende attive sul versante della produzione della pasta fresca, fra cui i culurgiones nel solo territorio della provincia di Nuoro, di poter proseguire la propria più che decennale attività». Crisponi, tuttavia, prende anche atto del fatto che secondo quanto ha chiarito recentemente il ministero da un lato, con l’assegnazione del marchio, «viene decisamente impedito l’utilizzo del nome culurgiones per produzioni difformi dalle rigide nor e descritte nell’articolato di riconoscimento», dall’altro, «non è possibile associare il termine ogliastrini allo stesso prodotto, in quanto non rilevabile dalla documentazione depositata». In virtù di queste considerazioni, dunque, il consigliere regionale Crisponi chiede all’assessorato all’Agricoltura se ha esaminato il contenuto del disciplinare di produzione dei culurgiones Igp proposto dal comitato ogliastrino. Chiede anche «se sono state avanzate osservazioni al ministero», e se, nel caso nel quale l’iter per l’Igp non sia stato ancora concluso, l’assessorato intenda battersi «per una eventuale concessione del marchio Igp su scala regionale». Proprio come chiedeva l’Apan Sardegna.

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