Tenores e limba per Piero Sanna
Successo della tappa di “s’Atòbiu” promossa dall’amministrazione
Onanì, paese dei Borghi Autentici d’Italia, ha vissuto una serata di eccezione all’insegna del canto a tenore e della cultura dell’identità. La manifestazione “Tenores isconnotos. Limba e tenore: cosas de istùdiare e de ischire” tenori sconosciuti, lingue e cose da studiare e conoscere, proposta nel nome di “Sa Die de sa Sardigna” e in ricordo di Piero Sanna, l’eterna voce del tenore Rimunnu’e Locu, è stata un bel momento di visibilità per i tenores Janna Bentosa (Nuoro), Santu Gavinu (Illorai), Santu Padre (Bortigali), Antonia Mesina (Orgosolo), Santu Bachis (Onanì). Su Sòtziu Tenores Sardigna, l’amministrazione comunale e Pro loco, che hanno organizzato “s’Atòbiu” con il sostegno della Ras, Radio Barbagia e Macomer Centrale e il locale tenore Santu Bachis, hanno fatto centro visto lo spessore dei canti e temi trattati da Bustianu Pilosu de su Sòtziu e Diegu Corraine, studiosu de su sardu, che hanno messo ai raggi X canto e identità. Tutto, rigorosamente , in limba. Anche il sindaco Clara Michelangeli, che non parla il sardo si è fatta tradurre il suo messaggio.
Dopo i ringraziamenti di rito e ai familiari di Piero Sanna, presenti in sala, ha dichiarato di essere contenta che la manifestazione si sia svolta a Onanì e ha esaltato il tenore quale «patrimonio dell’umanità, che no va perso; un esempio di polifonia del mediterraneo per la complessità della voce e del modo di proporre il canto e per la forza identitaria e espressiva che trasmette».
Purtroppo in molte realtà il canto a tenore non si pratica più. Pilosu ha ricordato Piero Sanna «un vero ambasciatore», e rilevato che il canto prima c’era in tutta la Sardegna e ora viene praticato solo in 70 paesi. «Il tenore deve continuare a fare la sua parte nei nostri paesi – ha detto Diego Corraine – Non posso immaginare il canto dei nostri pastori in italiano. Sì al moderno – aggiunge – ma non dobbiamo perdere su connottu, sa limba de sos mannos. Il sardo deve entrare a scuola in forma normale, non sperimentale e il tenore è su focu allutu de sa limba».
E via ai canti che sono risuonati alti, fra emozione e lunghi applausi. (b.a.)