La Nuova Sardegna

Nuoro

Pentito di Manasuddas confessa altri colpi insieme agli olianesi

di Valeria Gianoglio
Pentito di Manasuddas confessa altri colpi insieme agli olianesi

Le rivelazioni di Mauro Fele sono del 2010, ieri prima udienza Tra gli indagati per rapina anche la sua ex Antonella Artu

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NUORO. Qualche anno fa, dopo aver vuotato il sacco sui terribili fatti di Manasuddas, ed essere così diventato il primo pentito della vicenda del duplice omicidio scoperto nel pozzo vicino a Oliena, Mauro Fele, evidentemente, aveva deciso di liberarsi del tutto la coscienza, arrivando anche al punto di autoaccusarsi di altre rapine. In carcere a Sassari, dove era in regime di custodia cautelare per il duplice delitto (e in seguito è stato condannato all’ergastolo in via definitiva), davanti al magistrato aveva raccontato che insieme ad alcuni compaesani aveva commesso altri colpi in giro per la provincia di Nuoro. Gli inquirenti, ovviamente, avevano fatto i loro accertamenti e aperto un’apposito filone di inchiesta dove gli indagati erano quattro: oltre a Mauro Fele, 31 anni, di Oliena, c’era anche la sua allora fidanzata, nonché testimone chiave nei processi per i fatti di Manasuddas, Antonella Artu, di 31 anni. E sempre nel registro degli indagati, dopo le dichiarazioni di Fele, erano finiti anche Paolo Ungredda, 31 anni, di Orgosolo, e Sebastiano Pompita, 34 anni, di Oliena, che attualmente, insieme a Mario Deiana, è in attesa di conoscere l’esito del processo di appello-bis per Manasuddas. Tutte o quasi vecchie conoscenze dei carabinieri e della polizia, dunque.

Dopo varie vicissitudini, l’inchiesta sulle rapine della banda dei quattro, ieri mattina è approdata all’udienza del gup, ma è stato subito dopo rinviata per questioni tecniche. I quattro imputati sono accusati di diversi colpi. Tra gli altri, secondo quanto ricostruito dalla Procura, c’è anche il colpo alla tabaccheria-ricevitoria di Tonino Carrus, di Oliena commessa il 25 ottobre del 2007. Stando all’accusa, quel giorno, Fele e Ungredda erano entrati nel negozio di via Crimea.

Entrambi avevano il volto coperto e le armi in pugno. Secondo gli investigatori, in quell’episodio, Antonella Artu aveva svolto le funzioni di “palo”, rimanendo sulla porta d’ingresso della tabaccheria, mentre Pompita era in attesa dei suoi complici, dentro una Fiat Punto. Il provento del colpo di quel giorno, era di circa 200 euro e due stecche di sigarette. Gli stessi quattro indagati, poi, sono accusati anche di porto in luogo pubblico di armi, della rapina al negozio Vestis in via La Maddalena, alle 19.40, del 31 ottobre 2007, e della tentata rapina al supermercato Dico di Orosei, commessa il 19 novembre 2007.

Ieri mattina, dunque, di fronte al gup del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella, la vicenda giudiziaria per i quattro sarebbe dovuta entrare nel vivo, ma per cause tecniche è stata rinviata all’inizio di luglio. Mauro Fele è assistito dall’avvocato Speme Maria Iolanda Pasquale, Pompita dall’avvocato Giovanni Colli, Ungredda dall’avvocato Lorenzo Soro, Antonella Artu dall’avvocato Andrea Puledda.

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