La silenziosa marcia contro il carbone
Manifestazione dei rappresentanti dei comitati a Macomer davanti all’inceneritore di Tossilo e poi nell’abitato di Ottana
MACOMER. I cancelli dell’inceneritore di Tossilo erano rigorosamente sbarrati quando sono arrivati gli attivisti dei comitati per l’ambiente che hanno manifestato di fronte all’impianto. Una manifestazione pacifica che si è ripetuta a Ottana con una marcia silenziosa per dire “no” alla centrale a carbone che garantirà il mantenimento degli attuali posti di lavoro nell’impianto di Clivati e probabilmente ne creerà dei nuovi, ma che pone molti interrogativi sulla salute di chi vive nelle vicinanze. È stata una marcia silenziosa quella che ha attraversato l’abitato di Ottana partendo dall’ingresso nord per proseguire verso via Lussu, dove la manifestazione si è conclusa nel centro polivalente. Talmente silenziosa che, se non fosse che andava nella direzione opposta al cimitero, si poteva pensare a un corteo funebre. Quella organizzata dal coordinamento dei comitati “Non bruciamoci il futuro” e “Comitati sardi in rete” è stata una manifestazione composta senza forme sguaiate di protesta. Chi si batte per la tutela della salute e dell’ambiente, ma anche per difendere il territorio da quella che è stata definita «la colonizzazione delle energie alternative», ha portato un messaggio chiaro che, vista anche la grande partecipazione di manifestanti, non potrà essere ignorato dalla giunta regionale. La tappa di Macomer e Ottana era la seconda dopo quella del 16 maggio a Sassari. I promotori hanno spiegato che “Insieme, in marcia per la nostra Terra” è «un momento di mobilitazione per rivendicare il diritto dei cittadini all’accesso alle informazioni e alla partecipazione ai processi decisionali, il diritto a decidere il futuro della nostra Terra, contro il degrado dell’ambiente, lo sperpero delle risorse, l’aggressione alla salute, ai territori e al lavoro». La tappa del centro Sardegna ha due obiettivi: la chiusura dell’impianto di incenerimento di Tossilo per sostituirlo con un impianto di trattamento alternativo all’incenerimento e impedire la trasformazione della centrale di Ottana Energia in una centrale a carbone. Si tratta di battaglie difficili. Per l’impianto di Tossilo è stata fatta anche la gara d’appalto. «Non si tratta di partire perse – ha detto Mauro Aresu del comitato “Non bruciamoci il futuro” di Macomer –, sull’appalto dell’inceneritore di Tossilo c’è un ricorso al Consiglio di Stato inoltrato dalla ditta che aveva presentato il ricorso al Tar e c’è poi la valutazione di impatto ambientale, che è un processo complesso da non sottovalutare. Alla valutazione di impatto ambientale ci presenteremo portando delle argomentazioni alle quali dovranno dare delle risposte chiare. Io ritengo che la partita dell’inceneritore sia ancora tutta da giocare e che si giochi su questo fronte».
A Ottana la manifestazione si è conclusa nel centro polivalente dove sono intervenuti Franca Battelli, che ha presentato la richiesta di moratoria con la quale il coordinamento dei comitati chiede il blocco immediato delle procedure di autorizzazione per tutti i nuovi progetti di impianti di produzione di energia da combustione e la revoca delle incentivazioni per quelli esistenti, dei progetti per la produzione di energie rinnovabili non vincolati all’autoconsumo e degli impianti di incenerimento dei rifiuti e di potenziamento di quelli esistenti. Ester Sanna del comitato “Cittadini liberi” di Ottana ha parlato della centrale a carbone e della situazione ambientale nel dopo industria. Mautro Aresu ha parlato dell’inceneritore di Tossilo. Mario Bonu ha parlato invece della battaglia del Comitato di Cossoine porta avanti contro il termodinamico, Vincenzo Migaleddu di “Medici per l’ambiente” ha illustrato le ultime novità di legge.
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