Chiuse in 4 mesi 141 imprese turistiche e commerciali
L’allarme della Confesercenti: la crisi è senza freni Il presidente Dario Capelli: «Resistono solo gli ambulanti»
NUORO. Più cessazioni che aperture nei primi quattro mesi del 2014. Non si arresta la crisi del commercio e del turismo nel Nuorese e in Ogliastra. Ben 141 imprese, da gennaio ad aprile, hanno chiuso i battenti nei due settori. A rivelarlo sono i dati dell’Osservatorio Confesercenti.
I dati della crisi. Dati che evidenziano come nello stesso periodo, le nuove aperture siano state solo 50, per un saldo finale negativo di 91 unità. A resistere è invece il commercio ambulante. Che registra un saldo positivo: 16 iscrizioni e 12 cessazioni, con una crescita di 4 unità. «Commercio e turismo – commenta il presidente della Confesercenti, Dario Capelli – scontano duramente la crisi del mercato interno tuttora in atto. I consumi, infatti, restano in costante contrazione e noi tutti siamo curiosi di vedere che effetto potrà avere su questi il bonus degli 80 euro. Anche se francamente è facile prevedere che senza una sostanziale e duratura ripresa dell’occupazione, il tutto si risolverà in ben poca cosa».
Turismo. Il settore del turismo, in particolare, sembra ancora lontano dall’uscita dalla crisi. Nei primi quattro mesi dell’anno sono stati chiusi 3 alberghi, bilanciati da altrettante aperture. Negativo invece il dato dei ristoranti che da gennaio ad aprile registrano, a fronte di 14 aperture, ben 20 chiusure e un saldo negativo di 6 imprese. Ancora peggio i bar: nello stesso periodo hanno chiuso 23 esercizi. Un rosso che le 14 aperture non riescono a colmare, portando il comparto a perdere 9 imprese.
Commercio. Sul fronte del commercio, è quello al dettaglio a soffrire particolarmente. E in questo territorio, in maniera più marcata rispetto al resto dell’isola. Il saldo negativo delle imprese della provincia Nuoro-Ogliastra (-62) rappresenta, infatti, il 15, 27 per cento del totale saldo negativo sardo (-406), mentre il totale delle imprese attive del territorio (2.825) rappresentano solo il 13,76 per cento del totale. Proporzionalmente, dunque, nelle province Nuoro-Ogliastra, chiudono più imprese che altrove.
Ambulanti. A non cedere sotto i colpi della crisi, sembra essere il commercio su area pubblica. Il direttore della Confesercenti, Gian Battista Piana, fa notare come «il commercio sembra essersi ormai avviato verso una fase di destrutturazione, che premia i comparti che presentano meno spese di impresa». Cala infatti il dettaglio in sede fissa, che vede nei primi quattro mesi dell’anno 85 chiusure e un saldo negativo di 62 aziende, mentre tiene il commercio fuori dai negozi: le imprese che vendono attraverso internet mettono a segno un sostanziale equilibrio (+1), così come gli intermediari del commercio (-2), mentre il commercio su aree pubbliche cresce di 4 unità.
Ogliastra in rosso. Tra le due province, particolarmente sofferente risulta essere l’Ogliastra dove il saldo negativo registrato per effetto della natalità-mortalità delle imprese (-28) rappresenta circa il 3,6 per cento del totale delle imprese attive del settore commercio al dettaglio (762), mentre l’equivalente dato relativo alla provincia di Nuoro si ferma a poco più dell’ 1, 6 per cento (saldo negativo di 34 imprese su un totale di 2063).
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