L’esperienza di Cagliari e il sì della Chiesa
NUORO. Al convegno è stata presentata l’esperienza di Cagliari, uno dei due centri dell’isola dove viene garantita la cremazione. A illustrarla, sono state Serenella Piras e Valentina Licheri,...
NUORO. Al convegno è stata presentata l’esperienza di Cagliari, uno dei due centri dell’isola dove viene garantita la cremazione. A illustrarla, sono state Serenella Piras e Valentina Licheri, rispettivamente dirigente e funzionario del servizio di cremazione. Il nuovo forno crematorio, inaugurato nel 2011 nel cimitero di San Michele, è diviso in quattro sale. La più ampia è dedicata al commiato: qui, il defunto viene salutato dai propri cari prima della cremazione. «Abbiamo 12 postazioni nelle celle frigo, qualora la cremazione dovesse avvenire il giorno dopo – ha spiegato Licheri – Il forno viene acceso alle 5 del mattino e intorno alle 7,30 ha inizio la prima cremazione. L’appuntamento con i parenti è due ore dopo: questo è il tempo necessario per ridurre la salma ai suoi elementi base». Le ceneri deposte nell’ urna cineraria vengono consegnate ai familiari che possono decidere se conservarle o disperderle. Il risparmio è garantito. Se per una tumulazione si parte da una spesa di 1200 euro, il costo medio di una cremazione è di 400 euro. A cui si aggiunge il notevole risparmio sul costo dei loculi. Anche la Chiesa dice sì. A parlare è stato don Ciriaco Vedele, vicario del vescovo di Nuoro che ha fatto un excursus storico: dall’iniziale posizione “difensiva” della Chiesa, fino all’accoglimento nel Codice di diritto canonico purché non sia scelta per motivi contrari alla fede cristiana. (s.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google