Giro di estorsioni a Fonni, due arresti
Concluse le indagini della polizia: domiciliari per due fratelli e obbligo di dimora per la moglie di uno di loro
NUORO. «Dacci i soldi o...». La minaccia arrivava attraverso lettere anonime o telefonate, intimando il pagamento di ingenti somme, anche 5mila euro. Annunciando pesanti ritorsioni se non l’avessero fatto. Un incubo per le cinque vittime che erano finite nel mirino degli estorsori.
Ieri, due fratelli di Fonni, Giuseppe Garippa, 40 anni, operaio forestale, e Tonino, 46 anni, disoccupato, con precedenti per lo stesso reato, sono finiti agli arresti domiciliari, mentre per Sonia Picconi, 31 anni, casalinga e moglie di Giuseppe Garippa, il gip del tribunale di Nuoro ha disposto l’obbligo di dimora. I tre sono indagati per tentata estorsione in concorso. Insieme a loro, è indagato per tentata estorsione e per ricettazione anche I.N. 46 anni, agricoltore, anche lui di Fonni.
Le misure cautelari sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella ed eseguite dagli agenti della Sezione reati contro il patrimonio della squadra mobile di Nuoro, diretta da Fabrizio Mustaro. I provvedimenti chiudono una lunga e complessa indagine sul giro di estorsioni a Fonni, che andava avanti dal dicembre 2012, mettendo fine a un periodo di tensioni che aveva creato nel paese barbaricino un diffuso malessere. E colpito cinque persone. Tante sono state le vittime accertate dagli investigatori, finite nel mirino dei presunti estorsori: tre pensionati, un libero professionista e un allevatore, tutti di Fonni. Nessuno di loro, però, ha mai ceduto alla minacce.
Le indagini della squadra mobile erano scattate proprio da quel «pesante clima di intimidazione diffuso in paese», accertato dagli inquirenti, che avevano dato così il via all’attività investigativa. Intimidazioni e tentativi di estorsione erano stati scoperti e interrotti dalla squadra mobile, un anno fa. All’alba del 13 marzo 2013 gli agenti della squadra mobile diretta da Mustaro, e coordinati dal pubblico ministero Andrea Schirra, avevano eseguito diverse perquisizioni in abitazioni e aziende agricole a Fonni, Villasor, Serramanna e Decimoputzu. Erano finite sotto indagine 12 persone. Secondo gli inquirenti, i tentativi di estorsione andavano avanti dal dicembre 2012 e venivano messi in atto attraverso telefonate e lettere anonime, con le quali si pretendevano i pagamenti. Alle vittime venivano date precise indicazioni sull’orario e sul luogo in cui avrebbero dovuto recarsi per portare la cifra richiesta, percorsi indicati con segnali di riconoscimento sistemati lungo le strade e sugli alberi. «Vai in tale posto e a tale ora. Se non porti i soldi...» e via, con le minacce, contro di lui e la sua famiglia. Ma nessuno dei cinque fonnesi finito nel mirino dei presunti estorsori ha ceduto alle richieste. Finché il 13 marzo di un anno fa, erano scattate le perquisizioni domiciliari, col sequestro di materiale definito «di notevole interesse investigativo», come schede telefoniche e lettere utili per le comparazioni grafiche. Dodici persone erano state denunciate a piede libero con l’accusa di tentata estorsione.
Ora la conclusione delle indagini. Con due arresti e un obbligo di dimora. Grazie ad alcune perizie foniche e a una serie di consulenze tecniche calligrafiche eseguite dalla Scientifica, gli investigatori ritengono di aver raccolto gravi elementi di prova a carico degli indagati.
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