Cantiere chiuso, ora è ufficiale
Ottana, dopo il furto dei mezzi l’attività si ferma fino a data da destinarsi
OTTANA. Ora è ufficiale: il cantiere verde di Ottana finanziato dalla Regione con 700mila euro dell’annualità 2013 rimane chiuso fino a data da destinarsi. La lettera che sancisce la decisione presa dal sindaco, Gian Paolo Marras, in seguito al furto dell’attrezzatura del cantiere dal deposito comunale in cui era custodita, porta la data del 23 settembre. «Con la presente – si legge nella nota inviata alla direzione dei lavori e a tutti gli operai del primo e del secondo turno – si comunica che, in seguito al furto eseguito presso il magazzino comunale l’8 settembre 2014, i lavori saranno momentaneamente sospesi fino a data da destinarsi come anticipato e comunicato verbalmente per consentire l’acquisto di nuove attrezzature per l’esecuzione dei lavori previsti dal progetto». Nel provvedimento viene fatto anche l’elenco della refurtiva rubata: cinque decespugliatori, due trivelle, una motosega e un sopporto al trinciatore. Tutte attrezzature necessarie per i lavori nel cantiere, senza le quali l’attività non può andare avanti. «Queste attrezzature – sottolinea la lettera – sono indispensabili per il proseguo del cantiere forestale».
Da qui la decisione, temporanea ma senza limiti, di mandare a casa tutti i ventitre operai impiegati nel primo e nel secondo turno per due mesi. Difficile stabilire quando il cantiere, che ha sedi operative a monte Urrò, monte Nieddu e nelle aree verdi urbane, potrà riaprire. I tempi tecnici per acquistare le attrezzature non sono brevi considerato che prima occorre fare la rimodulazione dei fondi, chiedere le offerte e deliberare l’acquisto. Nel frattempo, le famiglie degli operai rimasti senza lavoro sono anche senza stipendio. Nei giorni scorsi hanno rivolto un appello al sindaco per chiedere la ripresa dei lavori.
Lo stesso primo cittadino si è rivolto direttamente ai ladri per chiedere la restituzione della refurtiva. L’appello, però, è caduto nel vuoto. (f.s.)
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