La Sardegna allunga l’estate: boom di prenotazioni a settembre, +16,2% rispetto a un anno fa
Cresce la domanda fuori dall’altissima stagione. Cuccureddu: «La vera sfida è distribuire i flussi lungo tutto l’anno»
Cagliari L’estate sarda prova a fare uno sgambetto al calendario. Quando questo mese di agosto finirà, l’isola potrebbe scoprire di avere ancora il pienone in tasca. Il segnale arriva dalle prenotazioni per settembre: +16,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un’accelerazione molto più marcata di quella registrata a luglio, ferma al +6,5%, e che fa dai prossimi giorni in arrivo un dato molto interessante.
Per Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo, i numeri vanno letti all’interno di un 2026 difficile da incasellare. «È un anno unico – spiega – perché si sono sommati una serie di fattori positivi e negativi che si sono bilanciati». Però la domanda sembra spostarsi oltre luglio e agosto. «La Sardegna è diventata sempre più famosa e di moda – osserva Cuccureddu, precisando che l’isola gode di una crescente esposizione internazionale –, ci sono una serie di elementi che hanno contribuito a rafforzare il nostro appeal». Tra questi c’è anche la sicurezza, un tema che secondo l’assessore quest’anno pesa più che in passato. «In altre zone del Mediterraneo la situazione, per via delle crisi in corso , viene percepita come meno stabile. La Sardegna viene considerata una destinazione sicura». In più da tempo Regione sta cercando di rafforzare la presenza sui mercati extraeuropei, a cominciare da quello degli Stati Uniti. «Abbiamo fatto partire una campagna pubblicitaria che sta dando i suoi frutti», racconta Cuccureddu.
Non mancano, però, i fattori negativi. A cominciare dal costo del viaggio per arrivare in Sardegna. «L’attuale prezzo dei carburanti pesa molto, soprattutto per alcuni segmenti». Il riferimento è soprattutto ai campeggi e alla clientela nord europea che arriva in camper. «L’aumento di benzina e diesel può far crescere anche del 30% il costo complessivo della vacanza». Eppure il saldo resta positivo. «Non possiamo vendere l’isola come un prodotto mono, legato esclusivamente alla spiaggia». L’obiettivo è un’offerta capace di funzionare tutto l’anno: «Cammini, gastronomia, natura, cultura, longevità e borghi sono elementi interessanti per chi cerca un’esperienza diversa». Ed è qui che il mese di settembre acquista un peso strategico: conserva il richiamo del mare, ma con meno folla e prezzi generalmente più accessibili. «Negli ultimi due anni abbiamo avuto una crescita del 40% delle presenze nella media stagione – dice Cuccureddu - e proprio settembre e ottobre sono diventati mesi sempre più importanti. Del resto – continua l’assessore – non possiamo concentrare tutto il turismo in luglio e agosto, anche perché nei mesi di altissima stagione siamo sempre più vicini al sold out». Il rischio è quello di vivere in piena estate spiagge affollate e un’esperienza meno piacevole.
Da qui la necessità di cercare nuovi mercati e nuovi periodi. «Gli italiani sono molto più legati ad agosto, mentre gli stranieri distribuiscono le loro vacanze in maniera più equilibrata durante l’anno». E proprio per questo, aggiunge Cuccureddu, «dobbiamo andare a cercare quei turisti che sono meno legati ad agosto».
Anche i trasporti sono decisivi. «Il turismo è un settore trasversale e serve la collaborazione tra tutti gli assessorati, soprattutto con quello dei Trasporti». Non basta avere voli: «Dobbiamo scegliere quali mercati collegare alla Sardegna e quali turisti vogliamo portare nell’isola». La scommessa, dunque, è più ampia di un buon settembre: trasformare il prolungamento dell’estate in un nuovo modello di industria delle vacanze. «Non dobbiamo inseguire solo l’aumento delle presenze nei due mesi centrali – conclude Cuccureddu – la vera sfida è distribuire la crescita lungo tutto l’anno». E se l’incremento del 16,2% delle prenotazioni sarà confermato dai dati finali, settembre potrebbe essere il mese in cui la Sardegna comincia davvero a cambiare stagione.
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