La Nuova Sardegna

Nuoro

I veleni del Pd, la rivolta dei Giovani

di Tito Giuseppe Tola
I veleni del Pd, la rivolta dei Giovani

Scontro frontale dopo il congresso del circolo di Macomer. L’accusa: «Ma a noi non ci hanno fatto votare»

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NUORO. Che i Giovani democratici, il movimento giovanile del Pd, non avessero voglia di farsi mettere la briglia al collo lo si è capito quando la generazione precedente non li ha fatti votare al congresso di circolo celebrato a Macomer il 10 ottobre. Daniele Nieddu, 18 anni, segretario del circolo giovanile cittadino e componente della segreteria provinciale, lo ha gridato al mondo e gli fanno fatto subito eco la segretaria provinciale dei giovani Dem, Laura Mura, e il segretario regionale, Mauro Usai. Quattordici ragazzi iscritti al circolo non hanno votato. Daniele Nieddu racconta i fatti dal suo punto di vista. «Mi sono  presentato al circolo per esercitare il mio diritto di voto – dice – ma sia il  garante del congresso che  il segretario provinciale Peppino Pirisi mi hanno detto che il mio nome non risultava fra gli iscritti e dunque non potevo votare. Ho insistito e ho ricevuto insulti dal garante e dal segretario che mi hanno definito “un burattino andato lì per svolgere il compitino d’altri”». Non è chiaro quale fosse il “compitino” che Nieddu avrebbe dovuto svolgere per conto terzi. Il gruppo dei giovani Dem di Macomer aveva presentato una lista che sosteneva Michele Corda, che ha preso cinque voti. Con altri quattordici voti dei ragazzi avrebbe potuto eleggere tre delegati. Perché non hanno votato? Il garante del congresso, Tonino Loi, spiega che l’esercizio del voto è regolato dallo statuto e dal regolamento. «L’anagrafe degli iscritti – scrive in una nota inviata alle commissioni provinciale e regionale del congresso –, è stata certificata sia dalla commissione provinciale del garanti che dalla commissione regionale di garanzia. L’anagrafe degli iscritti nei circoli del Pd comprende tutti quelli in regola con il tesseramento sino a dicembre 2013. Il nome di Nieddu non è inserito». Loi spiega che se avesse votato si sarebbe violato il regolamento. Il segretario dei giovani del Pd di Macomer ha chiesto e alla fine ottenuto che l’esclusione dal voto venisse messa a verbale. Della regolarità del congresso di Macomer probabilmente si parlerà in altre sedi del partito. La vicenda è rimasta in sordina per qualche giorno, ma era come una pentola a pressione senza sfiato: pronta a esplodere. Alla fine è esplosa. I Gd dicono chiaramente che vogliono essere protagonisti e manifestano rabbia e sdegno per l’accaduto. «Quanto successo a Macomer durante il congresso di circolo – scrive Laura Mura, segretaria provinciale del Gd, – è vergognoso. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio abuso e a una gravissima irregolarità messa in atto da chi ha condotto il congresso di circolo di Macomer. Impedire ad un Giovane democratico di esprimere attivamente la propria partecipazione ai processi decisionali del partito, insultarlo trattandolo da burattino, non è solo  una  violazione esplicita al regolamento congressuale ma sul piano politico è un vero e proprio attacco alla dignità e a quel mondo di impegno giovanile nella politica che è il serbatoio del Pd». Va giù pesante anche il segretario regionale, Mauro Usai. «Impedire ai Gd di partecipare al momento più alto della vita del partito – scrive – è davvero inaccettabile, evidenzia l’incapacità di una classe dirigente vecchia e logora a riconoscere il potenziale di una generazione che a livello nazionale, regionale e locale  rappresenta l’unica fonte di sopravvivenza del partito nei territori». Il segretario del circolo Pd di Macomer, Marco Antonio Delpiano, getta acqua sul fuoco e manifesta stupore per le dichiarazioni di Nieddu. «Intervengo – scrive – per affermare che il congresso di Macomer si è svolto e si è concluso in un clima di assoluta serenità e correttezza e con la rigorosa applicazione dei regolamenti. Nieddu è intervenuto più volte nel dibattito, ha partecipato attivamente allo svolgimento del congresso e ai lavori di spoglio come scrutatore. È con rammarico che sono costretto a sconfessarlo quando afferma di essere stato oggetto di insulti».

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