Inceneritore di Tossilo Cgil, Cisl e Uil difendono il progetto
Macomer, chiesto l’avvio dei lavori per la seconda linea «Una minoranza mette a rischio cento posti di lavoro»
MACOMER. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil scendono in campo in difesa del progetto di revamping dell’inceneritore di Tossilo e chiedono che si dia corso, senza ulteriori indugi, ai lavori di realizzazione della nuova linea per garantire, con un impianto nuovo ed efficiente, la salute dei lavoratori, quella delle popolazioni del territorio e l’occupazione legata all’attività di smaltimento dei rifiuti. È la prima volta che i sindacati intervengono in modo unitario sul fronte dell’inceneritore. Lo hanno fatto con una lettera firmata dai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Salvatore Pinna, Michele Fele e Felicina Corda. In passato c’erano state solo prese di posizione isolate dei singoli sindacati di categoria. La lettera è stata inviata al Servizio di valutazione di impatto ambientale della Regione, al presidente della giunta regionale, agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, al dirigente della gestione rifiuti della Regione e alle segreterie regionali e di categoria dei tre sindacati. I segretari delle tre confederazioni manifestano una forte preoccupazione per i ritardi accumulati nell’attuare il progetto di revamping dell’impianto di trattamento dei rifiuti di Tossilo a causa dei problemi creati dalle prese di posizione assunte da «alcuni movimenti ambientalisti» e dall’azione di opposizione al progetto che ne ha rallentato l’approvazione e l’attuazione. I segretari di Cgil, Cisl e Uil affermano che «non si può tollerare oltre che gruppi ristretti di contestazione possano esautorare gli organismi preposti e professionalmente accreditati, ai quali ci affidiamo per verificare l’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini». Pinna, Fele e Corda ritengono che la contestazione di un gruppo ristretto non possa e non debba bloccare progetti in grado di imprimere un forte impulso di sviluppo e di crescita al territorio garantendo, allo stesso tempo, la riduzione dei rischi di inquinamento legati alle emissioni di un impianto vecchio e tecnologicamente superato. Sostengono inoltre che gli interventi previsti dal progetto di revamping siano «assolutamente in regola con le disposizioni e le normative europee e italiane sullo smaltimento dei rifiuti». Ricordano quindi che il territorio si è pronunciato a favore del revamping dell’impianto attraverso l’assemblea dell’Unione dei Comuni del Marghine, che il 19 gennaio del 2012 si era espressa sul progetto e sulla necessità di realizzarlo. «Non si può tollerare oltre – scrivono nella lettera – che per le posizioni estreme di una ristretta minoranza vengano messi a rischio, in un territorio già pesantemente martoriato dalla crisi, circa cento posti di lavoro».
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