La Nuova Sardegna

Nuoro

Lasciati senz’acqua: partono 150 ricorsi

di Valeria Gianoglio
Lasciati senz’acqua: partono 150 ricorsi

Bobore Manca (Adiconsum): «Abbanoa sta procedendo con gli slacci senza aspettare che si definiscano le cause»

22 giugno 2015
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NUORO. Finora, a colpi di una decina alla settimana, hanno raggiunto quota 150, e solo per restare agli ultimi mesi. Ma di ora in ora il fronte si allarga e sta intasando gli uffici dell’Adiconsum nuorese. Sono i reclami che i residenti del capoluogo barbaricino, e del resto della provincia, hanno presentato negli ultimi tempi ad Abbanoa per contestare gli “slacci” dalla rete idrica.

Ma il punto, il vero problema che sta scatenando la rabbia e la disperazione di tanti ricorrenti, è che l’ente unico per le risorse idriche, anziché attendere l’esito dei ricorsi o quantomeno cominciare a discuterli di fronte a una commissione di conciliazione, stando a quanto raccolto dall’Adiconsum non aspetta neppure un secondo e zac, procede invece con lo slaccio.

C’è la morosità, dice Abbanoa, l’utente, nonostante diversi solleciti, non ha pagato, quindi è giusto che venga staccato dalla rete. Ma il problema è che spesso, a sentire la controparte, le cose non stanno proprio in questi termini perché magari racconta di bollette mai arrivate, di cifre assolutamente sproporzionate, di perdite occulte e di somme prescritte.

Certo è che tanti presunti morosi, o comunque utenti colpiti in queste settimane dallo slaccio dalla rete, a suo tempo avevano presentato il loro bel ricorso o reclamo. «Ma i tempi di Abbanoa, evidentemente, sono tempi biblici – spiega il responsabile dell’Adiconsum nuorese, Bobore Manca – solo ora, infatti, stiamo discutendo i reclami del 2013. Del 2013, non so se mi spiego, mica i reclami presentati ora. Abbanoa li discute a distanza di due anni, e nel frattempo, invece, prosegue con gli slacci senza preoccuparsi del fatto che slaccia dalla rete anche chi ha fatto ricorso. Fino a prova contraria, invece, dovrebbe aspettare l’esito delle cause».

Ma visto e considerato che l’ente unico, a quanto pare, non aspetta, l’Adiconsum nuorese ha deciso di rispondere per le rime e far partire decine e decine di controdiffide ad Abbanoa. «Le stiamo facendo partire – spiega ancora Bobore Manca – perché vogliamo ricordare all’ente che ci sono tantissimi casi e posizioni ancora aperti o giacenti presso il tavolo di conciliazione che tratta questi ricorsi. Finora, abbiamo presentato già trenta contro-diffide per gli slacci». La battaglia dei presunti morosi del Nuorese, insomma, è solo all’inizio. La speranza di tutti è che prima o poi l’ente unico per le risorse idriche, si decida a discutere i ricorsi.

«Per carità – precisa il responsabile nuorese dell’Adiconsum – non dice che Abbanoa abbia sempre torto, ci mancherebbe, anzi, su alcuni versanti ha anche ragione perché i morosi esistono eccome, ma su tanti altri aspetti ha torto. Come quando cerca di intimorire gli utenti che tempo prima hanno presentato ricorso, inviando loro diverse minacce di slaccio. Così, di fatto, costringono la gente a pagare, anche se il loro slaccio dovrebbe essere sospeso in attesa che la causa si definisca».

In tutta la Sardegna, stando ai dati dell’Adiconsum, sono circa seimila conciliazioni ancora da discutere. Ma i tavoli di conciliazione, invece, si contano con il contagocce. E così c’è chi, come un utente di Dorgali, attende dal 2012 che il suo reclamo venga affrontato dall’ente unico.

Abbanoa nel suo sito internet, precisa che «La sospensione dell'erogazione dell'acqua non è l'effetto immediato al mancato pagamento di una bolletta, ma la conseguenza del protrarsi nel tempo di un atteggiamento elusivo delle regole e del servizio che, al contrario, vengono rispettati da 8 sardi su 10. Abbanoa fa una netta distinzione tra chi è realmente in difficoltà e chi è semplicemente specialista del non pagare». Ma nello stesso sito non si menzionano le decine e decine di casi di utenti chehanno fatto ricorso e non hanno ancora ricevuto risposte.

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