La Nuova Sardegna

Nuoro

La lunga notte dei fuochi

di Federico Sedda
La lunga notte dei fuochi

Aprono le danze Boes e Merdules di Ottana, protagonisti assoluti in piazza

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OTTANA. Prima uscita delle maschere etniche, stasera, a Ottana, in occasione dei vespri e dell’accensione del fuoco in onore di sant’Antonio abate. Boes e Merdules faranno il loro ingresso in piazza san Nicola quando le fiamme avranno illuminato l’antica basilica, lassù nel poggio più alto, al centro di Ottana. Le maschere arriveranno nel bel mezzo della festa annunciate dal suono ritmato dei campanacci. Gireranno per tre volte intorno al fuoco seguendo ritmi ancestrali alla ricerca di presagi nei disegni delle fiamme e delle scintille che si stagliano verso il cielo, ricadendo lontano, oltre la basilica, austera e protettiva. Un evento suggestivo e misterioso quello di “sa prima essia” di Boes, Merdules e Filonzana.

Un evento che apre le porte al carnevale, ma che suggella anche l’intreccio tra la sacralità dei vespri e la ritualità profana delle danze propiziatrici intorno al falò di sant’Antonio.

L’associazione “Sa Ilonzana” ha predisposto il programma della lunga giornata che comincia stamane alle 10 con la preparazione della grande catasta di legna che, con l’accensione del fuoco prevista per le 16, arderà per tutta la notte. Anche le celebrazioni religiose avranno inizio alle 16, nella chiesa dedicata a sant’Antonio, con la celebrazione del rosario e della messa. Seguirà, alle 17.30, la processione, la benedizione del falò e la distribuzione del tradizionale pane votivo. Alle 18 faranno la loro apparizione le maschere etniche, Boes e Merdules, infagottati nelle pelli di pecora, con i campanacci a tracolla e le maschere sul viso intagliate nel pero selvatico. Segue, ultima, ma temuta, la vecchia filonzana, lugubre parca che fila il destino degli uomini. Farà da cornice alla giornata la presentazione, nel centro polivalente di via Lussu, con inizio alle 11, del libro “Caratzas, maschere ottanesi”, di Sandro Dessì. Parteciperanno all’incontro, oltre all’autore, il sindaco, Franco Saba, l’assessore alla Cultura, Riccardo Spanu e i relatori Daniele Carboni, Massimiliano Pala, Massimiliano Scalas e Stefano Sabati.

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